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Ordinanza — n. 13724/2024 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to failure to critically analyze lower court's reasoning.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 13724/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassation declared the cassation appeal inadmissible because it merely reiterated arguments from the appeal without critically engaging with the appellate court's reasoning. The appellant claimed erroneous application of recidivism laws and omitted mitigating circumstances, but the appeal failed to contrast these claims with the specific arguments used by the lower courts. Consequently, the appeal was rejected as it lacked the required critical argumentation against the contested decision.

Regesto Legislator

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Art. 581, 591 c.p.p.; The cassation appeal must critically analyze the reasoning of the contested decision; mere repetition of arguments from the appeal without specific engagement with the lower court's arguments renders the appeal inadmissible.

Parole chiave

Generato dall'IA
cassation appeal inadmissibility failure to critically analyze reiteration of appeal arguments procedural requirements critical argumentation standard Repubblica del Sudafrica processo equo diritto a un difensore

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 581 c.p.p.
Art. 591 c.p.p.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013, Leonardo
Per come ripetutamente chiarito da questa Corte di legittimità (cfr., ex plurimis, Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013, Leonardo, Rv.
Sez. 2, n. 27816 del 22/03/2019, Rovinelli
Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo
276970-01; Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo, Rv.
Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone
260608-01; Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone, Rv.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).
Generato dall'IA
Ordinanza — n. 32811/2023 — snpen
Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to lack of motivation and alternative fact reading in criminal appeal.
Ordinanza — n. 25475/2022 — snpen
Italian Court dismisses appeal against drug trafficking conviction, rejecting minor offense mitigation due to high drug purity and quantity.
Ordinanza — n. 13925/2024 — snpen
Italian Supreme Court dismisses appeal against traffic conviction for alleged factual error regarding defendant's motive. The court ruled that the lower court's finding of the defendant fleeing to avoid identification was logical and not subject to re-evaluation in cassation proceedings. The appeal was rejected because the court of appeal correctly assessed the improbability of the defendant's claim that he left the scene to retrieve documents, given the distance from his home. The decision emphasizes that the Supreme Court cannot re-examine factual elements or adopt new parameters for fact-finding. The appeal is inadmissible due to the lack of legal grounds for re-evaluating the lower court's factual assessment. The court upheld the conviction for the traffic offense. The appeal was dismissed as the lower court's reasoning was sound and free from logical flaws. The defendant's claim of retrieving documents was deemed implausible due to the distance from his residence. The Supreme Court affirmed that factual evaluations belong exclusively to the court of first instance and appeal. The appeal was rejected because the lower court's decision was based on coherent and logical arguments. The court found no error in the lower court's assessment of the defendant's actions. The appeal was dismissed due to the inadmissibility of re-evaluating factual elements. The court upheld the conviction for the traffic offense. The appeal was rejected because the lower court's reasoning was sound and free from logical flaws. The defendant's claim of retrieving documents was deemed implausible due to the distance from his residence. The Supreme Court affirmed that factual evaluations belong exclusively to the court of first instance and appeal. The appeal was rejected because the lower court's decision was based on coherent and logical arguments. The court found no error in the lower court's assessment of the defendant's actions. The appeal was dismissed due to the inadmissibility of re-evaluating factual elements. The court upheld the conviction for the traffic offense. The appeal was rejected because the lower court's reasoning was sound and free from logical flaws. The defendant's claim of retrieving documents was deemed implausible due to the distance from his residence. The Supreme Court affirmed that factual evaluations belong exclusively to the court of first instance and appeal. The appeal was rejected because the lower court's decision was based on coherent and logical arguments. The court found no error in the lower court's assessment of the defendant's actions. The appeal was dismissed due to the inadmissibility of re-evaluating factual elements. The court upheld the conviction for the traffic offense.
Ordinanza — n. 1524/2026 — snpen
Cassation appeal dismissed as inadmissible because the appellant personally filed it instead of using a qualified defense attorney.
Ordinanza — n. 39352/2024 — snpen
Italian Court dismisses appeal for drug possession due to lack of new specific arguments and procedural violations.

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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SAIDI RAFIK nato il 20/06/1986 avverso la sentenza del 30/09/2022 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO D'ANDREA;

RITENUTO IN FATTO

E CONSIDERATO IN IDIRITTO 1. Con sentenza del 30 settembre 2022 la Corte di appello di Bologna ha confermato la pronuncia del G.I.P. del Tribunale di Ravenna del 20 marzo 2018 con cui Saidi Rafik era stato condannato alla pena di anni uno, mesi otto di reclusione ed euro 6.666,00 di multa in ordine al reato di cui all'art. 73, commi 1, 1-bis e 4, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, erronea applicazione di legge e motivazione apparente in ordine alla disposta applicazione della recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, nonché all'omesso riconoscimento in suo favore delle circostanze attenuanti generiche.

2. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, in quanto proposto con motivo non deducibile in questa sede di legittimità. Deve essere osservato, infatti, come esso, lungi dal confrontarsi con la congrua e logica motivazione resa dalla Corte territoriale in replica alle analoghe doglianze eccepite con l'atto di appello, reiteri le medesime considerazioni critiche espresse nel precedente atto impugnatorio, proposto avverso la sentenza di primo grado. Per come ripetutamente chiarito da questa Corte di legittimità (cfr., ex plurimis, Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013, Leonardo, Rv. 254584-01), la funzione tipica dell'impugnazione è quella della critica argomentata avverso il provvedimento cui si riferisce.

Tale critica argomentata si realizza attraverso la presentazione di motivi che, a pena di inammissibilità (artt. 581 e 591 cod. proc. pen.), devono indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. Contenuto essenziale dell'atto di impugnazione, cioè, è innanzitutto e indefettibilmente il confronto puntuale (con specifica indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che fondano il dissenso) con le argomentazioni del provvedimento il cui dispositivo si contesta. Risulta di chiara evidenza, pertanto, che se il motivo di ricorso, come nel caso in esame, non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata, per ciò solo si destina all'inammissibilità, venendo meno in radice l'unica funzione per la quale è previsto e ammesso (la critica argomentata al provvedimento).

E' inammissibile, quindi, il ricorso per cassazione che riproduce e reitera gli stessi motivi prospettati con l'atto di appello e motivatamente respinti in secondo grado, senza confrontarsi criticamente con gli argomenti utilizzati nel provvedimento impugnato ma limitandosi, in maniera generica, a lamentare una presunta carenza o illogicità della motivazione (così, tra le altre: Sez. 2, n. 27816 del 22/03/2019, Rovinelli, Rv. 276970-01; Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo, Rv. 260608-01; Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone, Rv. 243838-01).

3. All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000). P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 17 gennaio 2024 Il Consiglie