Italian Supreme Court dismisses appeal on recidivism application due to manifestly unfounded arguments regarding personal character.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Italian Supreme Court declared the appeal by Maria Accavone inadmissible, ruling it manifestly unfounded. The appellant challenged the application of recidivism, arguing it did not align with her personal character and distant prior convictions. The court rejected this, noting that the lower court correctly assessed her numerous criminal records and lack of deterrence from imprisonment.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 133 cod. pen.; The court must evaluate the personal character and prior criminal record when applying recidivism, and an appeal based on a manifestly unfounded assessment of these factors is inadmissible.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
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Generato dall'IATesto completo
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: ACCAVONE MARIA nato a ANDRIA il 29/08/1963 avverso la sentenza del 22/11/2021 della CORTE APPELLO di BARIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE PAVICH; Jfk
RITENUTO IN FATTO
1. Maria Accavone ricorre avverso la sentenza con la quale, in data 22 novembre 2021, la Corte d'appello di Bari ha confermato la condanna alla pena ritenuta di giustizia emessa a suo carico dal Tribunale di Trani il 18 dicembre 2015 in relazione al delitto di furto continuato aggravato, a lei contestato con la recidiva reiterata specifica e infraquinquennale. Con unico motivo di ricorso, l'esponente lamenta violazione di legge in relazione all'applicazione della recidiva, ritenuta non in linea con il disvalore del fatto, con la personalità del soggetto e con i precedenti da cui è gravata la Accavone, assai risalenti nel tempo.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è manifestamente infondato. Ed invero, la Corte di merito ha chiaramente inteso evidenziare l'improponibilità della richiesta di esclusione della recidiva avuto riguardo alla personalità dell'imputata, gravata da numerosi precedenti penali, anche di rilevante gravità, e al fatto che le condanne e la patita carcerazione non l'hanno dissuasa dal tornare a delinquere; si rammenta al riguardo che gli elementi da valorizzare ai fini dell'esclusione della recidiva (o, per converso, della sua applicazione) sono tendenzialmente quelli indicati dall'art. 133 cod. pen. (cfr. da ultimo Sez. 2, Sentenza n. 13364 del 21/01/2020, Brizzi, Rv. 279034; e Sez. 2, Sentenza n. 4969 del 12/01/2012, Doku, Rv. 251809).
In ragione dell'inammissibilità del ricorso, non assume rilievo l'entrata in vigore, dopo la proroga, del decreto legislativo che ha dato attuazione alle legge 134 del 27 settembre 2021 (la cosiddetta "riforma Cartabia") che ha previsto che il reato di cui all'imputazione sia procedibile soltanto a querela di parte. Ciò in quanto le Sezioni Unite dì questa Corte di legittimità, alla cui condivisibile motivazione si rimanda, hanno chiarito che, in tema di condizioni di procedibilità, con riferimento ai reati divenuti perseguibili a querela (in quel caso per effetto del d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36, ma il principio ha portata generale) ed ai giudizi pendenti in sede di legittimità, l'inammissibilità del ricorso esclude che debba darsi alla persona offesa l'avviso previsto dall'art. 12, comma 2, del predetto decreto per l'eventuale esercizio del diritto di querela (Sez.
Un. n. 40150 del 21/6/2018, Salatino, Rv. 273551).
2. Alla declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione consegue !a condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende, che si stima equo determinare in euro 3.000,00. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 15 feb