Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 8026/2023 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal claiming procedural prescription error regarding recidiva calculation in public security surveillance case.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 8026/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassation declared the appeal inadmissible, rejecting the claim that an intermediate prescription period had expired. The appellant argued that a procedural error in calculating the time limit between the first-instance judgment and the appeal citation date invalidated the conviction for violating public security surveillance rules. The court ruled that the appellant's prior criminal record (recidiva) legally extended the ordinary prescription term to nine years, which had not yet elapsed by the time of the appeal citation.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 546, 125, 178 c.p.p.; d.lgs. 159/2011, comma 2, art. 75: When recidiva is established, the intermediate prescription period is extended by half, and the court must explicitly consider this extension when evaluating the expiration of the limitation period.

Parole chiave

Generato dall'IA
intermediate prescription period recidiva calculation public security surveillance procedural error claim Cassation inadmissibility recidiva nell'infrazione uso del telefono cellulare alla guida revoca della sospensione condizionale

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 546 c.p.p.
Art. 125 c.p.p.
Art. 178 c.p.p.
d.lgs. 159/2011, comma 2, art. 75
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DE GENNARO VITO nato a BARI il 19/03/1981 avverso la sentenza del 22/12/2021 della CORTE APPELLO di BARIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere TERESA LIUNI;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Bari ha confermato la sentenza del Tribunale in sede che aveva condannato Vito De Gennaro, soggetto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per avere violato la prescrizione di non detenere telefoni cellulari e apparecchi radioelettrici di comunicazione. Riteneva la Corte di appello di non accogliere le richieste avanzate dall'imputato di "revoca della recidiva" e di applicazione delle attenuanti generiche, in quanto lo impedivano i precedenti penali e la pericolosità del De Gennaro.

A tal fine non sono stati considerati rilevanti né la scelta del ritorné i comportamenti tenuti dall'imputato nel processo. Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso per c:assazione il difensore dell'imputato, deducendo violazione di legge in relazione agli artt. 546, 125 e 178 cod. proc. pen. e 75, comma 2, d.lgs. 159/2011, con conseguente vizio di motivazione sul punto, per non essere stata riconosciuta la prescrizione intermedia maturata tra la sentenza di primo grado emessa in data 5/5/2014 e la data di emissione del decreto di citazione per il processo di appello, cheia tenore del ricorso, sarebbe datato 8 ottobre 2021 (in realtà, tale è la data di notifica all'imputato).

Il ricorso è manifestamente infondato, non tenendo :n considerazione che al De Gennaro è stata contestata e ritenuta la recidiva reiterata, circostanza che deve essere computata anche ai fini della cosiddetta prescrizione intermedia: nella specie, ciò comporta un aumento della metà del termine ordinario, rendendolo pari a nove anni, non decorsi dalla sentenza di primo grado alla data di emissione del decreto di citazione per il giudizio di appello. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Così deciso il 15 dicembre 2022 Il Co