Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Sentenza — n. 7570/2022 — snpen Generato dall'IA

Italian Supreme Court revokes criminal conviction due to defendant's death extinguishing the crime.

Numero d'incarto Sentenza — n. 7570/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Italian Supreme Court revoked a criminal conviction against Giovanni D'Avino following his death in May 2021. The defense argued that the crime of fraudulent bankruptcy was extinguished by the defendant's death before the final appeal hearing. The court agreed, ruling that the death of the accused legally extinguishes the criminal action, necessitating the annulment of the appellate judgment without remittal.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 59, comma 1, n. 1 c.p.; Art. 60 c.p.: The death of the accused extinguishes the criminal action, resulting in the annulment of the conviction without remittal.

Parole chiave

Generato dall'IA
criminal extinction death of accused annulment without remittal extinguishment of crime Italian criminal procedure decesso del coniuge disposizione a causa di morte successione del defunto

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 59, comma 1, n. 1 c.p.
Art. 60 c.p.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. 2, n. 7632 del 16/11/2017
(Sez. 2, n. 7632 del 16/11/2017, dep.
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

o la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da D'Avino Giovanni, nato a Veroli il 20/08/1970 Avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 13/9/2019 Visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Anna Mauro; esaminata requisitoria scritta del Pubblico Ministero, nella persona del Sostituto Procuratore generale Luigi Giordano, che ha concluso chiedendo la revoca della sentenza resa dalla Corte di cassazione, n. 1632 del 2021 e il conseguente annullamento senza rinvio della sentenza di condanna della Corte d'appello per morte dell'imputato.

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il difensore di Giovanni D'Avino, con ricorso del 23/6/2021, ha comunicato che il proprio assistito è deceduto il 27 maggio 2021 e, quindi, prima della celebrazione dinanzi a questa Corte, all'udienza del 1 giugno 2021, del processo n. 15542/2020 che vedeva imputato il D'Avino per i delitti di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il processo si è concluso con il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Il ricorso era stato proposto avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 13 settembre 2019 che aveva confermato la sentenza di condanna di primo grado.

Orbene, in ragione del certificato di morte dell'imputato, acquisito agli atti e da cui risulta effettivamente quanto dedotto dal difensore, deve procedersi alla revoca della sentenza di questa sezione n. 1632 pronunziata all'udienza il 1/6/2021 e, quindi, pochi giorni dopo la morte dell'imputato e ciò in quanto il decesso del soggetto nei cui confronti si è esercitata l'azione penale determina l'inesistenza giuridica della sentenza per essersi il reato estinto per morte del reo. (Sez. 2, n. 7632 del 16/11/2017, dep. 2018, Zagaria, Rv. 272372).

Alla revoca della sentenza consegue l'annullamento senza rinvio della sentenza della Corte d'appello di Roma del 13/9/2019 per essersi i reati estinti per morte dell'imputato.

P.Q.M.

Revoca la sentenza n. 1632/2021 di questa Quinta Sezione penale e, provvedendo sul ricorso di D'Avino Giovanni annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Così deciso in Roma, il 3 novembre 2021 Il Consigliere estensore