Italian Court dismisses appeal citing nullity of service as inadmissible due to lack of proof of irreperability.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared the appeal inadmissible for manifest unfoundedness and genericity regarding the nullity of the second-instance summons. The appellant argued he was precariously absent rather than irreperible, claiming service should have been made to his sister or doorkeeper at the declared address. The court rejected this because the record lacked evidence proving the appellant continued to reside there with his sister, and established that temporary absence or difficulty in locating a specific spot does not constitute irreperability under current judicial interpretation.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 161, comma 4, cod. proc. pen.; Art. 157, cod. proc. pen.: The impossibility of notifying a defendant at the declared domicile, justifying service to their lawyer, is also established by the defendant's temporary absence or the inability to identify a specific location, without requiring proof of irreperability.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
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Generato dall'IATesto completo
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Solley Alieu, nato in Gambia il 01/01/1994 avverso la sentenza del 19/11/2020 della Corte di appello di Ancona visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Gianni Filippo Reynaud; lette le richieste scritte trasmesse dal Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Ferdinando Lignola, ai sensi dell'art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv., con modiff., dalla I. 18 dicembre 2020, n. 176, che ha concluso chiedendo dichiararsi l'inammissibilità del ricorso.RITENUTO IN FATTO E
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Con sentenza del 19 novembre 2020, la Corte d'appello di Ancona, decidendo il gravame proposto dall'odierno ricorrente, ha confermato la condanna nei suoi confronti pronunciata per il reato continuato di cui all'art. 73, comma 5, T.U. stup.
2. Avverso la sentenza di appello, a mezzo del difensore fiduciario, l'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo, con unico motivo, la violazione della legge processuale per nullità della propria citazione per il giudizio di appello, essendo la stessa avvenuta ai sensi dell'art. 161, comma 4, cod. proc. pen. a seguito di irreperibilità presso il domicilio eletto, attestata da parte dei Carabinieri incaricati della notificazione. In realtà - si allega - il ricorrente non era irreperibile, ma precariamente assente, sicché la notificazione si sarebbe potuta e dovuta effettuare presso il domicilio eletto a mani del portiere ovvero a mani della sorella dell'imputato, con la quale il medesimo ivi continuava ad abitare e a risiedere. Si lamenta che per effettuare la notificazione presso il domicilio eletto non occorreva rinvenire in loco l'imputato e gli agenti notificatori si erano limitati a riferire della sua irreperibilità intesa come mancato rinvenimento.
3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza e per genericità. L'esame degli atti - imposto dalla natura processuale del motivo - ha consentito al Collegio di verificare che, con nota del 9 settembre 2020, i Carabinieri incaricati di effettuare la notifica del decreto di citazione a giudizio per il grado di appello presso il domicilio dichiarato, comunicarono che l'atto non era stato notificato all'imputato "in quanto irreperibile all'indirizzo". In atti non si rinviene traccia - e il ricorrente al proposito nulla allega, donde la genericità, sul punto, del ricorso - di elementi di prova da cui risulti che l'imputato avrebbe invece continuato ad abitare a quell'indirizzo insieme alla sorella.
Del tutto correttamente, dunque, la Corte di appello ha disposto che il decreto di citazione a giudizio per l'appello fosse notificato ai sensi dell'art. 161, comma 4, cod. proc. pen. e ha successivamente proceduto in sua assenza, senza, peraltro, che il difensore di fiducia dell'imputato abbia al proposito eccepito alcunché. Del resto, secondo il più recente orientamento interpretativo - confermato dalle Sezioni unite di questa Corte e condiviso dal Collegio - l'impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato o eletto, che ne legittima l'esecuzione presso il difensore secondo la procedura prevista dall'art. 161, comma 4, cod. proc.pen., è integrata anche dalla temporanea assenza dell'imputato al momento dell'accesso dell'ufficiale notificatore o dalla non agevole individuazione dello specifico luogo, non occorrendo alcuna indagine che attesti l'irreperibilità dell'imputato, doverosa invece qualora non sia stato possibile eseguire la notificazione nei modi previsti dall'art. 157 cod. proc. pen. (Sez.
U, n. 58120 del 22/06/2017, Tuppi, Rv. 271772; Sez. 6, n. 52174 del 06/10/2017, Martinuzzi, Rv. 271560; Sez. 1, n. 23880 del 05/05/2021, Usai, Rv. 281419).
4. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso, tenuto conto della sentenza Corte cost. 13 giugno 2000, n. 186 e rilevato che nella presente fattispecie non sussistono elementi per ritenere che la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, consegue, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., oltre all'onere del pagamento delle spese del procedimento anche quello del versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma equitativamente fissata in Euro 3.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso