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Ordinanza — n. 45867/2021 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for generic grounds regarding sentencing quantification under Italian Penal Code. The court rejected the claim as unfounded and generic. The appeal was declared inadmissible due to lack of specific legal grounds.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 45867/2021 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the cassation appeal filed by Dinaye Matar inadmissible, ordering him to pay court costs. The appellant argued that the sentencing quantification violated the law, but the court found the grounds generic and unsupported. The court affirmed that the lower court properly applied sentencing criteria and justified the slight deviation from the statutory minimum based on the drug's severity and the defendant's prior record.

Regesto Legislator

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Art. 133 cod. pen.; Art. 366 c.p.p.: A cassation appeal challenging the quantification of a sentence is inadmissible if the grounds are generic and manifestly unfounded, as the appellate court's reasoning based on statutory criteria and case specifics is sufficient.

Parole chiave

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cassation appeal inadmissibility sentencing quantification generic grounds rejection Italian Penal Code drug trafficking offense commisurazione della pena per traffico di stupefacenti detenzione di stupefacenti traffico di cocaina

Disposizioni normative citate

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Art. 133 cod. pen.
Insindacabile, invero, risulta la censura formulata con riferimento alla gradazione della pena, il cui obbligo motivazionale risulta assolto dal giudice di merito dando conto dell'impiego dei criteri di cui all'art. 133 cod.
Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90
Art. 366 c.p.p.
art. 133 cod. pen
Insindacabile, invero, risulta la censura formulata con riferimento alla gradazione della pena, il cui obbligo motivazionale risulta assolto dal giudice di merito dando conto dell'impiego dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen.

Giurisprudenza citata

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Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DINAYE MATAR nato il 08/02/1997 avverso la sentenza del 09/12/2020 della CORTE APPELLO di TORINOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO COSTANTINI; FATTO E DIRITTO La Corte di appello di Torino ha confermato la sentenza del Tribunale di Torino che aveva condannato Dinaye Matar alla pena di mesi cinque e giorni dieci di reclusione ed euro 800 di multa per il delitto di illecita detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90.

Contro la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell'imputato che ha dedotto vizi di motivazione e violazione di legge in ordine alla quantificazione della pena. Il ricorso è inammissibile perché il delineato rilievo è generico e manifestamente infondato. Insindacabile, invero, risulta la censura formulata con riferimento alla gradazione della pena, il cui obbligo motivazionale risulta assolto dal giudice di merito dando conto dell'impiego dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen. con espressioni di tipo sintetico, come pure con il richiamo alla gravità del reato o alla capacità a delinquere, salvo che la pena sia di gran lunga superiore alla misura media di quella edittale (Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243), evenienza non ricorrente nel caso di specie in cui la pena risulta determinata in misura prossima al minimo edittale, allontanamento dal minimo edittale ritenuto adeguatamente giustificato dalla natura di droga "pesante" dello stupefacente e per la personalità del ricorrente già condannato per identico reato.

All'inammissibilità dell'impugnazione segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende, che si considera conforme a giustizia fissare in euro 3.000,00 (tremila). P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così deciso il 26/10/2021 Il Consigliere estensore Il residen