Cassation appeal dismissed for inadmissibility regarding concurrent crimes of counterfeiting and trafficking. The court upheld the lower court's conviction based on established jurisprudence. The appeal was rejected due to lack of legal grounds for the claim of concurrent crimes.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared the appeal filed by Abdou Diop inadmissible, upholding the Appellate Court's conviction for trafficking in counterfeit goods. The appellant argued for a violation of law concerning the concurrence of crimes, but the court found no merit in this claim. The decision relied on established precedent confirming that the specific crime of counterfeiting does not require gross counterfeiting to be constituted, thereby validating the lower court's qualification of the facts.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 648 cod. pen.; Art. 474 cod. pen.: The crimes of trafficking in counterfeit goods and counterfeiting can concurrently occur as they describe structurally and chronologically different conduct, and the legislature did not express a different will regarding their concurrence.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: ABDOU DIOP nato il 09/01/1983 avverso la sentenza del 12/10/2020 della CORTE APPELLO di PERUGIAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere IGNAZIO PARDO;
RITENUTO IN FATTO
E IN DIRUTO La CORTE di APPELLO di PERUGIA, con sentenza in data 12/10/2020, parzialmente riformando la sentenza pronunciata dal TRIBUNALE di PERUGIA, in data 26/03/2019, nei confronti di ABDOU DIOP confermava la condanna in relazione al reato di cui all art. 648 CP (più grave) ed altro. Proponeva ricorso per cassazione l'imputato, deducendo il seguente motivo: violazione di legge con riferimento al ritenuto concorso di reati. Il motivo è inammissibile; ed invero la Corte di appello si è correttamente conformata - quanto alla qualificazione giuridica dei fatti accertati - al consolidato orientamento di questa Corte di legittimità (da ultimo, Sez. 5, n. 5260 dell'11/12/2013 - 03/02/2014, Rv. 258722), per la quale integra il delitto di cui all'art. 474 cod. pen. la detenzione per la vendita di prodotti recanti marchio contraffatto senza che abbia rilievo la configurabilità della contraffazione grossolana, considerato che l'art. 474 cod. pen. tutela, in via principale e diretta, non già la libera determinazione dell'acquirente, ma la fede pubblica, intesa come affidamento dei cittadini nei marchi e segni distintivi, che individuano le opere dell'ingegno e i prodotti industriali e ne garantiscono la circolazione anche a tutela del titolare del marchio; si tratta, pertanto, di un reato di pericolo, per la cui configurazione non occorre la realizzazione dell'inganno non ricorrendo quindi l'ipotesi del reato impossibile qualora la grossolanità della contraffazione e le condizioni di vendita siano tali da escludere la possibilità che gli acquirenti siano tratti in inganno.
Si è anche chiarito (Sez. U, n. 23427 del 09/05/2001, P.M. in proc. Ndiaye, Rv. 218771; Sez. 2, n. 12452 del 04/03/2008, Rv. 239745) che il delitto di ricettazione (art. 648 cod. pen.) e quello di commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 cod. pen.) possono concorrere, atteso che le fattispecie incriminatrici descrivono condotte diverse sotto il profilo strutturale e cronologico, tra le quali non può configurarsi un rapporto di specialità, e che non risulta dal sistema una diversa volontà espressa o implicita del legislatore. Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla cassa delle ammende. Così deciso il 29/10/2021 Il onsigliere Estensore A7I0 P Il Presidente PIERO ESSINI D'AGOSTINI DEPOSITATA IN CA