Property Owners v. Zoning Authority (Building Permit Denial)
Sintesi Legislator
Generato dall'IAProperty owners appealed a building permit denial for an addition to their house, which included an underground garage and partially exposed ancillary rooms, based on exceeding the maximum permitted height in a sloping residential zone. The court upheld the denial because the proposed structure, considered along with the existing building as a stepped construction with less than the required 12-meter separation, required the cumulative measurement of height, resulting in a total height of at least 8.70-8.90 meters, which significantly surpassed the maximum permissible height of 8.50 meters allowed under the zoning regulations, even with the supplementary height allowance.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 9 NAPR, Art. 18 PAmm, Art. 42 lett. d NAPR, Art. 28 PAmm, art. 40, 41 LE, art. 60, 61 PAmm; Property Owners v. Zoning Authority (Building Permit Denial): The court upheld the denial because the proposed structure, considered along with the existing building as a stepped construction with less than the required 12-meter separation, required the cumulative measurement of height, resulting in a total height of at least 8.70-8.90 meters, which significantly surpassed the maximum permissible height of 8.50 meters allowed under the zoning regulations, even with the supplementary height allowance.
Parole chiave
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Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThese articles pertaining to building height and terrain modification are cited as the basis for the substantive decision to reject the appeal.
These procedural articles are cited, although the operative part only explicitly applies costs based on art. 28 PAmm.
This procedural article is cited, relating to the decision being made based on the file without taking further evidence.
This article is cited for the imposition of court costs on the unsuccessful appellants.
These procedural articles are cited, with art. 18 PAmm being applied to decide based on the file.
This article is cited as the basis for charging the costs to the appellants.
Testo completo
Incarto n. 52.2002.434 · Lugano 18 giugno 2003 · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici: · Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser
segretario: · Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 28 ottobre 2002 di
__________, patrocinati da: avv. __________ Contro
la decisione 8 ottobre 2002 del Consiglio di Stato (n. 4781) che respinge l'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la decisione 1° luglio 2002 con cui il municipio di __________ ha negato loro la licenza edilizia per ampliare la loro casa d'abitazione (part. n. __________ RF);
viste le risposte:
- 12 novembre 2002 del Consiglio di Stato;
- 20 novembre 2002 del municipio di __________;
- 22 novembre 2002 del Dipartimento del territorio;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. I ricorrenti __________ e __________ sono comproprietari di una casa d'abitazione monofamigliare, situata a __________ (part. n. __________ RF), nella zona residenziale estensiva del PR (Re). L'edificio sorge su un promontorio roccioso, che sovrasta la strada cantonale ed una stradina privata a fondo cieco.
Il 15 gennaio 2002 i ricorrenti hanno chiesto al municipio il permesso di ampliare la casa d'abitazione, costruendo, nel terreno situato a valle dell'immobile, un ampio manufatto, comprendente un'autorimessa per due auto, una lavanderia, una cantina, un locale "disponibile" ed un locale tank. L'autorimessa, accessibile dalla stradina privata, risulterebbe quasi completamente interrata nel pendio. Gli altri locali, coperti da un manto erboso, risulterebbero invece interrati soltanto parzialmente, sporgendo verso valle dal terreno sino ad un'altezza di 4.00 m, su un fronte di oltre 20.00 m. La domanda prevede inoltre di demolire il muro che sorge lungo il ciglio della strada, addossato al promontorio che la sovrasta.
B. Alla domanda si è opposta la CBN, ritenendo che "la costruzione dell'autorimessa sopra l'esistente muro di sostegno della strada cantonale fra __________ e __________ crea un forte impatto che deturpa l'ambiente circostante. La demolizione richiesta del muro sottostante è all'origine di uno squilibrio ed una conflittualità nella continuità unica del muro di sostegno senza peraltro risolvere il problema dell'impatto ambientale".
Adeguandosi al preavviso negativo dell'autorità cantonale, il 1° luglio 2002 il municipio ha respinto la domanda di costruzione.
C. Con giudizio 8 ottobre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________ e __________.
Il Governo ha in sostanza ritenuto che il controverso manufatto costituisse, assieme all'edificio retrostante, una costruzione a gradoni. Non essendovi una rientranza di almeno 12.00 m fra i due corpi, le altezze andrebbero cumulate. L'altezza della costruzione, così determinata (m 9.00), supererebbe quella massima consentita dalle NAPR (7.00 m). L'altezza del manufatto andrebbe comunque aggiunta a quella dell'edificio sovrastante quale sistemazione del terreno eccedente il limite di m 1.50, sancito dall'art. 41 LE.
D. Contro il predetto giudizio governativo, i soccombenti insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio della licenza rifiutata.
I ricorrenti non negano che l'immobile ampliato possa essere assimilato ad una costruzione a gradoni. Sostengono tuttavia che l'altezza rientri nel limite massimo di m 8.50, che può essere autorizzato mediante la concessione del supplemento d'altezza (m 1.50), previsto dall'art. 9 NAPR per favorire il mantenimento del livello naturale del terreno. Il piccolo sorpasso riscontrabile in alcuni punti rientrerebbe nei limiti di una ragionevole tolleranza.
E. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dal municipio, che contesta succintamente le tesi degli insorgenti.
Considerato, in
diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva degli insorgenti è certa.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza assumere prove (art. 18 PAmm). Il sopralluogo, chiesto dagli insorgenti, sarebbe indispensabile ai fini della verifica del giudizio di natura estetica formulato dalla CBN. Non lo è invece ai fini di un giudizio sulla legittimità delle deduzioni operate dal Consiglio di Stato in merito all'altezza della costruzione, che va esaminata unicamente sulla base dei piani.
2. 2.1. L'altezza è misurata dal terreno sistemato al punto più alto del filo superiore del cornicione di gronda o del parapetto (art. 40 cpv. 1 LE). Per le costruzioni in pendio, articolate sulla verticale, l'altezza si misura per ogni singolo edificio, a condizione che la distanza tra le facciate rivolte verso valle dei singoli corpi sia di almeno 12.00 m. Diversamente, l'altezza dei singoli corpi è cumulata.
2.2. Nell'evenienza concreta, la distanza tra la facciata rivolta verso valle del controverso fabbricato e quella della casa dei ricorrenti è ampiamente inferiore a 12.00. I due corpi della costruzione sono articolati sul pendio. L'altezza delle due facciate va quindi cumulata. Pur affacciando qualche dubbio, nemmeno i ricorrenti contestano questa deduzione.
L'edificio principale è alto m 5.70 dal terreno sistemato. L'altezza della facciata a valle del corpo aggiunto, misurata dal terreno sistemato alla base del parapetto, è di almeno 3.00 m lungo tutto il fronte dei locali destinati a lavanderia, cantina e disponibile. Davanti alla cantina, su un fronte lungo
5.00 m, la costruzione sporge anzi m 3.20 dal terreno sistemato.
L'altezza complessiva della costruzione è quindi di almeno m 8.70 - 8.90. Essa supera di conseguenza in misura non trascurabile (20 - 40 cm) l'altezza massima di m 8.50, che può essere autorizzata in base all'art. 42 lett. d NAPR (7.00 m), con l'abbuono di m 1.50, previsto dall'art. 9 NAPR per favorire il mantenimento del livello naturale del terreno e scoraggiare la formazione di terrapieni attorno alle costruzioni. Non può dunque beneficiare della licenza edilizia.
Invano si richiamano i ricorrenti al principio di proporzionalità ed alla tolleranza, di cui occorre dare prova nel caso di terreni irregolari. Il terreno non presenta particolari irregolarità. Nulla impedisce, d'altro canto, ai ricorrenti di rispettare il limite d'altezza, arretrando verso monte la facciata del corpo aggiunto in modo da ridurre l'ingombro nei limiti del consentito. Trattandosi di un'opera che beneficia del supplemento d'altezza previsto dall'art. 9 NAPR, non appare infine lesivo del principio di adeguatezza applicare un certo rigore per esigere il rispetto dei limiti d'altezza.
3. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il ricorso va respinto. La tassa di giustizia è posta a carico dei ricorrenti in solido secondo soccombenza (art.
28 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 40, 41 LE; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;
dichiara e pronuncia:
1. Il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.- è a carico dei ricorrenti in solido.
3. Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario