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52.1995.342 • TCA TI 52.1995.342 Generato dall'IA

Demolition Without Permit Upheld

Numero d'incarto 52.1995.342
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

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An appeal challenged an order to cease construction work and submit a revised building application after the appellant demolished an existing, previously permitted rustic structure—intended for renovation and minor expansion—down to the ground level, despite having an original permit for renovation, not total demolition and reconstruction. The court upheld the suspension and the requirement for a new permit, reasoning that the complete demolition rendered the original permit, which protected an existing structure near a property line restriction, null and void, as reconstruction requires a new authorization, and furthermore, any informal assurances from a municipal technician could not legally bind the municipality or override the rights of neighboring property owners.

Regesto Legislator

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Art. 10 NAPR, Art. 33 RLE, Art. 33 cpv. 2 RLE, Art. 33 RLE 1973, Art. 39 RLE 1993, Art. 25 NAPR di ; Demolition Without Permit Upheld: The court upheld the suspension and the requirement for a new permit, reasoning that the complete demolition rendered the original permit, which protected an existing structure near a property line restriction, null and void, as reconstruction requires a new authorization, and furthermore, any informal assurances from a municipal technician could not legally bind the municipality or override the rights of neighboring property owners.

Parole chiave

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Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Art. 10 NAPR
Il rustico (fienile) preesistente, posto a soli due metri dallo stabile che lo fronteggia sull'altro lato del vicolo con cui confina verso valle, era una costruzione esistente in contrasto con la distanza minima fra edifici prescritta dall'art. 10 NAPR (m 4).
Art. 33 RLE
Non poteva tuttavia essere oggetto di interventi di trasformazione o di ampliamento sostanziali (art. 33 RLE 1973; 39 RLE 1993).
Art. 33 cpv. 2 RLE
art. 33 cpv. 2 RLE 1973).
Art. 33 RLE 1973
Used to establish that the existing building could be maintained and repaired, but not substantially transformed or rebuilt.
Art. 39 RLE 1993
Used to establish that the existing building could be maintained and repaired, but not substantially transformed or rebuilt.
Art. 25 NAPR di 
Referenced in the context of the minimum distance between buildings, indicating the original structure was non-compliant.
Art. 21 LE
Cited as a general legal basis for the proceedings, alongside procedural articles.
Art. 18 PAmm
Cited as a procedural basis for the decision, related to the hearing of evidence.

Giurisprudenza citata

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DTF 98 Ia 463
Nemmeno perché il tecnico comunale non poteva impegnare il municipio (DTF 98 Ia 463; Scolari,

Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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Art. 33 RLE 1973

Used to establish that the existing building could be maintained and repaired, but not substantially transformed or rebuilt.

Art. 39 RLE 1993

Used to establish that the existing building could be maintained and repaired, but not substantially transformed or rebuilt.

Art. 25 NAPR di 

Referenced in the context of the minimum distance between buildings, indicating the original structure was non-compliant.

Art. 21 LE

Cited as a general legal basis for the proceedings, alongside procedural articles.

Art. 18 PAmm

Cited as a procedural basis for the decision, related to the hearing of evidence.

Art. 28 PAmm

Cited as a procedural basis for the decision, related to the admissibility of the appeal.

Art. 60 PAmm

Cited as a procedural basis for the decision, related to the rejection of the appeal.

Art. 61 PAmm

Cited as a procedural basis for the decision, related to the imposition of costs.

Art. 3 PAmm

Cited as a procedural basis for the decision, related to the competence of the administrative court.

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Testo completo

Incarto n. 52.95.00342 DP 106/95 leo · Lugano 27 luglio 1995 · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici: · Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi segretario: · Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 18 aprile 1995 di

__________ rappr. da: studio legale __________ contro

la decisione 28 marzo 1995 del Consiglio di Stato (n. 1926) che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente contro la decisione 30 gennaio 1995 del municipio di __________ con la quale viene ordinata l'immediata sospensione dei lavori in corso sulla part. n. __________RFD ed assegnato un termine di 15 giorni per l'inoltro di una domanda in sanatoria;

viste le risposte:

- 25 aprile 1995 del Consiglio di Stato;

- 16 maggio 1995 del municipio di __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Con decisioni del 6 e del 17 luglio 1990 il Dipartimento delle pubbliche costruzioni (ora Dipartimento del territorio) ed il municipio di __________ hanno rilasciato a __________ il permesso di riattare ed ampliare un vecchio rustico situato nel nucleo di __________ (part. n. __________RF). I piani approvati prevedevano di mantenere e consolidare i muri perimetrali, di ampliare il fabbricato sul lato E e di posare un nuovo tetto.

Il permesso di costruzione è stato rinnovato a più riprese nell'attesa che si risolvesse il contenzioso pendente davanti al giudice civile con i vicini _________ e __________, proprietari di una costruzione situata a circa 2 m dallo stabile del ricorrente.

B. Prima di iniziare i lavori, due rappresentanti della ditta __________ si sono recati all'Ufficio tecnico comunale per prospettare all'autorità comunale la necessità di demolire i muri perimetrali - pericolanti

- sino all'altezza dello zoccolo che funge da basamento.

Sulle risultanze dell'incontro svoltosi fra il tecnico comunale, arch. __________, ed i rappresentanti dell'impresa di costruzione le versioni sono discordanti. Il primo afferma di aver reso attenti gli interlocutori sui problemi che sarebbero sorti soprattutto con i vicini in caso di demolizioni non autorizzate. Gli altri sostengono invece di aver ricevuto il benestare del tecnico comunale a demolire il fabbricato sino alla base.

C. Su segnalazione dei vicini _________ e __________, il

26 gennaio 1995 l'autorità comunale ha constatato che il rustico era stato demolito sino al pianterreno.

Previo sopralluogo in contraddittorio, il 30 gennaio 1995 il municipio ha quindi ordinato al ricorrente _________ di sospendere i lavori e di inoltrare una domanda di costruzione in variante per la riedificazione del fabbricato.

D. Con giudizio 28 marzo 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________.

In sostanza, il Governo ha ritenuto che il fabbricato demolito potesse essere riedificato soltanto previo rilascio di un nuovo permesso di costruzione. Le assicurazioni date dal tecnico comunale non potrebbero vincolare il municipio.

Essendo in atto un intervento non autorizzato, del tutto giustificato sarebbe quindi anche l'ordine di sospendere i lavori.

E. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendo che venga annullato assieme alla censurata risoluzione del municipio di __________.

Secondo l'insorgente, la sostituzione dei muri pericolanti non esigerebbe il rilascio di un nuovo permesso. La prosecuzione dei lavori andrebbe peraltro autorizzata anche in base al principio della buona fede e della protezione della fiducia riposta nelle assicurazioni date dal capotecnico comunale.

F. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di __________, con argomenti che verranno semmai ripresi più avanti.

Considerato, in diritto

1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono pacificamente date (art. 21 LE, 43, 46 PAmm).

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

2. Con l'audizione dei testi notificati dal ricorrente, si possono ritenere sanate le carenze istruttorie che questi addebita al Consiglio di Stato.

3. Il rustico (fienile) preesistente, posto a soli due metri dallo stabile che lo fronteggia sull'altro lato del vicolo con cui confina verso valle, era una costruzione esistente in contrasto con la distanza minima fra edifici prescritta dall'art. 10 NAPR (m 4).

Per la garanzia della proprietà, intesa come tutela delle situazioni acquisite, esso poteva essere mantenuto e riparato. Non poteva tuttavia essere oggetto di interventi di trasformazione o di ampliamento sostanziali (art. 33 RLE 1973; 39 RLE 1993). Né poteva essere demolito e ricostruito (cfr. art. 33 cpv. 2 RLE 1973).

L'autorità cantonale e quella comunale hanno nondimeno rilasciato all'insorgente un permesso per riattare l'edificio, ampliandolo in misura ragguardevole e cambiandone la destinazione (da fienile ad abitazione). Il permesso, cresciuto in giudicato per la desistenza dei vicini opponenti, non può essere rimesso in discussione in questa sede. Ad esso ed al contesto in cui è stato rilasciato va comunque fatto riferimento per sindacare sulla legittimità delle rivendicazioni avanzate dall'insorgente.

4. Ferme queste premesse, va anzitutto rilevato che la demolizione del rustico ha reso inutilizzabile il permesso accordato all'insorgente nel 1990. La scomparsa dell'oggetto ha infatti reso inattuabile la riattazione autorizzata in base alla garanzia costituzionale della proprietà, intesa nei termini sopra illustrati. Per ricostruire l'edificio occorre un nuovo permesso che autorizzi tale intervento (DTF 1.3.1995 in re P. SA; STA 3.1.1994 in re B.).

In quanto volta a contestare l'obbligo di inoltrare una nuova domanda di costruzione per ricostruire lo stabile demolito, l'impugnativa va quindi disattesa.

5. Secondo l'insorgente, l'autorizzazione a continuare i lavori di ricostruzione del fabbricato demolito gli andrebbe comunque accordata in virtù del principio della buona fede e della tutela delle assicurazioni date dal tecnico comunale in ordine alla legittimità di tale intervento.

La pretesa va senz'altro respinta. Non soltanto perché il tecnico comunale non sembra aver rilasciato formali assicurazioni circa la possibilità di demolire lo stabile per poi ricostruirlo. Nemmeno perché il tecnico comunale non poteva impegnare il municipio (DTF 98 Ia 463; Scolari,

Diritto amministrativo, vol. I, N. 183), ma già perché gli affidamenti dell'autorità non possono pregiudicare i diritti di terzi (DTF 10.3.1988 in re L.; RDAT 1982, 143 seg.; Scolari, Diritto amministrativo, vol. I, N. 181): in concreto, quelli dei vicini che avevano desistito dall'opporsi alla riattazione del vecchio rustico, ma potrebbero ancora contestare la ricostruzione dell'edificio (come sembra abbiano voluto fare segnalando al municipio che il fabbricato era stato demolito).

6. Posta in evidenza la legittimità dell'ordine di sospendere i lavori di ricostruzione (in quanto non autorizzati), il ricorso va quindi senz'altro respinto.

7. Le spese e la tassa di giustizia seguono la soccombenza.

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 21 LE; 33 RLE 1973; 39 RLE 1993; 25 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm,

dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese e la tassa di giustizia di fr. 1'000.-- (mille) sono a carico del ricorrente.

3. · Intimazione a: · __________

Per il Tribunale cantonale amministrativo:

Il presidente: Il segretario: