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41.1995.10 • TCAS TI 41.1995.10 Generato dall'IA

Insured Military Knee Injury Pension Appeal

Numero d'incarto 41.1995.10
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Parzialmente accolto (Partially Allowed)
Spese processuali a carico dell'autorità / Stato

Sintesi Legislator

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An insured person, injured during military service with a knee trauma, appealed a decision denying an invalidity pension while confirming a 2.5% permanent impairment indemnity. The court partially upheld the appeal, annulling the denial of the invalidity pension and remanding the case for a new economic assessment, reasoning that the prior standard requiring a 10% impairment to qualify for a pension was superseded by newer federal jurisprudence, and rejecting the prior administrative view that the insured could simply rearrange their self-directed work schedule to avoid actual economic loss. The court confirmed the 2.5% impairment indemnity, finding it consistent with established practice, and affirmed that receiving this indemnity precluded a claim for moral damages.

Regesto Legislator

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Art. 20 LAM, Art. 41 cpv. 1 lett. a LAM, Art. 23 LAM, Art. 40bis LAM, Art. 40bis al 2 LAM, Art. 23 cpv. 1 LAM; Insured Military Knee Injury Pension Appeal: The court partially upheld the appeal, annulling the denial of the invalidity pension and remanding the case for a new economic assessment, reasoning that the prior standard requiring a 10% impairment to qualify for a pension was superseded by newer federal jurisprudence, and rejecting the prior administrative view that the insured could simply rearrange their self-directed work schedule to avoid actual economic loss. The court confirmed the 2.5% impairment indemnity, finding it consistent with established practice, and affirmed that receiving this indemnity precluded a claim for moral damages.

Parole chiave

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lesione al ginocchio rendita d'invalidità servizio militare affezione nell'assicurazione militare determinazione del grado d'invalidità quantificazione del danno Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Giurisprudenza citata

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DTF 110 V 119
DTF 110 V 119, DTF 96 V 112).
DTF 96 V 112
DTF 110 V 119, DTF 96 V 112).
DTF 117 V 71
Federal Insurance Court Decision on Integrity Pension for Bilateral Hand Loss under Military Insurance Act
DTF 113 V 143
è accordata, di massima, una rendita del 50% (DTF 117 V 71 set., DTF 113 V 143 consid.
DTF 117 V 78
A tale proposito richiama la casistica citata in DTF 117 V 78/79, dove si evince un grado del
DTF 112 V 380
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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 23 cpv. 1 LAM

Cited in the reasoning section to define the condition for replacing sickness indemnity with disability pension due to permanent impairment of earning capacity or significant impairment of integrity, which forms the basis of the decision regarding the disability pension.

art. 24 cpv. 1 LAM

Cited in the reasoning section as the basis for awarding a disability pension for a defined or indefinite period due to limitation of earning capacity.

art. 25 cpv. 1 LAM

Cited in the reasoning section as the basis for determining the degree of disability pension for impairment of integrity.

art. 40bis cpv. 1 LAM

Cited in the reasoning section regarding the possibility of awarding equitable compensation for particular circumstances.

art. 40bis al. 2 LAM

Cited in the reasoning section to confirm that compensation is excluded if a pension for significant impairment of integrity is awarded.

art. 20 LAM/8 OLAM

Cited in the reasoning section (point 1.2) as a legal basis concerning the requirement for effective economic damage to grant benefits, although not explicitly reiterated in the dispositive orders.

art. 41 cpv. 1 lett. a LAM

Cited in the reasoning section (point 1.2) as a legal basis concerning the requirement for effective economic damage to grant benefits, although not explicitly reiterated in the dispositive orders.

art. 66 al. 1 LTF

Cited in the dispositive (Order 2) to rule on court costs (no court fee imposed, costs borne by the State).

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Testo completo

RACCOMANDATA Incarto n. 41.95.00010 AMF 4/93 DC/nh · Lugano 24 febbraio 1996 · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici: · Daniele Cattaneo, presidente, Giovanna Roggero-Will, Stefano Bernasconi (in sostituzione di Valerio Valsangiacomo, impedito)

segretario: · Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 30 luglio 1993 di

__________, rappr. da: __________, contro

la decisione del 15 febbraio 1993 emanata da

Uff.fed.assicurazione militare, 3001 Berna, rappr. da: UFAM, 6500 Bellinzona in materia di assicurazione militare federale.

ritenuto, in fatto

1.1 Il 18 maggio 1989, __________, di professione consulente di previdenza, mentre si trovava in servizio militare è inciampato e caduto scendendo da una scala. Egli ha riportato un trauma di eversione/rotazione esterna al ginocchio destro con rottura del crociato posteriore destro con rottura di tutto l'apparato capsulo-legamentare mediale.

Il 25 maggio 1989 ha subito un'operazione di ricostruzione della parte postero-mediale del legamento laterale mediale e del legamento crociato posteriore, come pure della cucitura transossea del legamento crociato posteriore (cfr. Doc. _).

1.2 Durante il periodo di inabilità lavorativa, totale o parziale, l'assicurazione militare ha versato all'assicurato le relative indennità giornaliere.

In particolare tali prestazioni sono state pagate, fondandosi su un certificato del medico curante dottor __________ che aveva stabilito una inabilità lavorativa del 25% in modo duraturo, anche se il dottor __________ della Clinica __________, in un rapporto del 19 novembre 1990, aveva ritenuto l'assicurato totalmente abile al lavoro (cfr. Doc. _).

L'assicurazione militare ha interrotto l'erogazione di indennità giornaliere dal 1° giugno 1992, richiamando le conclusioni di una perizia effettuata dal prof __________ della Clinica ortopedica dell'__________ (cfr. rapporto del 9 aprile 1992, Doc. _).

Nella decisione formale del 12 febbraio 1993 l'Ufficio federale dell'assicurazione militare (in seguito: UFAM) ha rifiutato di assegnare a __________ una rendita d'invalidità, rilevando in particolare:

" Questi presupposti giuridici e medici non giustificano la presunzione di un diritto ad una rendita d'invalidità.

E' da considerare il fatto che anche un'incapacità lavorativa teorica, certificata dal medico, non basta per giustificare una perdita economica effettiva, in quanto è da presumere che l'assicurato può adattare la sua situazione sul lavoro a dipendenza degli impedimenti dovuti all'affezione al ginocchio. L'assicurato deve guidare frequentemente quando si reca presso la clientela, e anche se dopo un'ora al volante deve fermarsi per muovere il ginocchio un danno economico reale non è visibile. Un effettivo danno economico è però il presupposto per l'erogazione di prestazioni dell'assicurazione militare (art. 20 LAM/8 OLAM; art. 23, 24 LAM art. 41 cpv. 1 lett. a LAM; p.es. DTF 110 V 119, DTF 96 V 112). Vista la particolare situazione pratica dell'attività del signor _______, un tale pregiudizio è da escludere. Infatti l'amministrazione di stabili e la contabilità come pure le acquisizioni assicurative possono essere effettuate sia di giorno sia di sera. La normale giornata lavorativa di lavoro può quindi essere liberamente programmata e distribuita su di un ampio arco di ore. L'assicurato non ha finora prodotto nessuna prova di un effettivo danno economico a complemento di una pura valutazione medico-teorica."

(Doc. _)

L'UFAM ha poi così giustificato il grado della menomazione dell'integrità del 2,5% riconosciuto all'assicurato:

" La valutazione operata da parte dell'assicurazione militare è basata su una vasta casistica di situazioni paragonabili che da decenni permette di valutare i casi con una linea uniforme. Per la perdita totale di una funzione vitale quale l'udito, la vista, il camminare ecc. è accordata, di massima, una rendita del 50% (DTF 117 V 71 set., DTF 113 V 143 consid. 2c, 112 V 390 consid. 1 e riferimenti).

Applicando queste norme la menomazione nel presente caso è da commisurare al 2,5%. Il paziente soffre di una leggera instabilità dell'articolazione e di una modesta artrosi femoro-patellare. Ha fastidiosi dolori al ginocchio, con una sensibilità al tempo e una sensazione di instabilità. Questi reperti soggettivi e oggettivi non permettono di ammettere una menomazione più ampia. Anche il calcolo del patrocinatore nella opposizione porterebbe allo stesso risultato se fosse applicabile: la diminuzione funzionale medico-teorica del 10% di una gamba trasferita sui parametri applicabili (50% per la perdita totale della funzione delle due gambe) porta ad una menomazione del 2,5%. - E' da aggiungere che una simile leggera menomazione dell'integrità comporta l'attribuzione di una rendita solo grazie ad una recente modifica della pratica amministrativa dell'assicurazione militare. - Ai sensi dell'articolo 23 LAM la rendita può essere attribuita a decorrere dal 1° gennaio 1992. La stessa è stata riscattata ai sensi dell'art. 25 al 2. LAM con effetto e capitalizzazione al 1° settembre 1992. Dal 1° gennaio al 31 agosto 1992 sono state versate rate mensili. Queste prestazioni già versate in data 14 luglio 1992 sono da confermare.

In via eventuale il signor __________ chiede un'indennità a titolo di riparazione morale. Una riparazione ai sensi dell'art. 40bis LAM non viene concessa, se è attribuita una rendita per la rilevante menomazione dell'integrità (art. 40bis al 2 LAM)."

(Doc. _)

1.3 Contro questa decisione l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA, nel quale il suo patrocinatore sottolinea in particolare:

" Rendita d'invalidità

L'UFAM ritiene che lo scoperto economico del ricorrente sia inferiore al 10% e pertanto esso non dà diritto ad una rendita d'invalidità.

Decisivo è l'effettivo pregiudizio economico calcolato paragonando i ricavi ipotetici con e senza affezioni.

L'UFAM ritiene che il ricorrente non subisca nessun danno economico, in quanto

" *l'amministrazione di stabili e la contabilità come pure le acquisizioni assicurative possono essere effettuate sia di giorno sia di sera. La normale giornata lavorativa di lavoro può quindi essere liberamente programmata e distribuita su di un ampio arco di ore."*

In altri termini si sostiene che il ricorrente può guadagnare lavorando giorno e notte quello che guadagnava prima dell'incidente lavorando solo di giorno (Sic!).

Proprio su questo ragionamento dell'UFAM è data la prova del pregiudizio economico del ricorrente, il quale, se dovesse lavorare solo di giorno come tutti gli altri, non sarebbe più in grado di raggiungere il guadagno che raggiungeva prima dell'incidente.

La documentazione che si produce è pure prova sufficiente del danno economico del ricorrente (Dich. fiscale!).

L'UFAM dimentica poi il fatto che se un domani l'assicurato dovesse cambiare attività, andando alle dipendenze di terzi, egli dovrà lavorare solo di giorno, durante le usuali ore lavorative, ed è proprio questo ch'egli non è in grado di fare!

Secondo il Dr. __________ la parziale incapacità lavorativa è del 25% e non del 10%.

Non si intravvede per quale motivo l'UFAM non debba accettare l'asserzione del citato medico. Notasi che in data 16.3.1993 il ricorrente è stato dichiarato inabile al servizio. A tale proposito si richiama l'intero incarto dalla CVS.

Grado di menomazione dell'integrità

Il ricorrente ribadisce che il grado di menomazione della propria integrità è del 10%.

A tale proposito richiama la casistica citata in DTF 117 V 78/79, dove si evince un grado del

5% per "geringfügiger Knieschaden"

10% per "Schmerzen im linken Bein, Hinken und Stockbedürftigkeit"

L'UFAM misconosce le conseguenze del danno alla salute del ricorrente sulle sue funzioni vitali primarie. Il lavorare è certamente una funzione vitale. Se ora il ricorrente non può più lavorare come faceva prima dell'incidente, certamente subisce un'incidenza negativa sulle sue funzioni vitali primarie. Questa è calcolata in percentuale del +/- 5%.

E' stato accertato che il ricorrente soffre di forti dolori alla gamba destra dopo un'attività prolungata ad esempio alla guida dell'automobile, alla scrivania o camminando, con conseguente interruzione di detta attività. Qualvolta deve pure fare uso del bastone. Egli soffre pure di una rilevante artrosi femoro-patellare.

Una indennità per un grado di menomazione al 10% è pertanto dovuta.

Il ricorrente contesta che le prestazioni citate dall'UFAM gli siano state versate.

Qualora al ricorrente non venga versata nessuna rendita per menomazione dell'integrità è pacifico che egli ha diritto ad un'indennità a titolo di riparazione morale, la quale dovrà tenere conto di tutte le operazioni subite dall'assicurato, del lungo periodo di degenza (3 anni!), dell'impossibilità di svolgere quelle attività che svolgeva prima dell'incidente!"

1.4 Nella sua risposta del 13 settembre 1993 l'UFAM propone di respingere il ricorso e osserva:

" In relazione alla richiesta di una rendita d'invalidità, la documentazione presentata dal ricorrente nel suo ricorso non apporta nessun elemento comprovante un reale scapito economico.

L'Assicurazione militare ha erogato dal 1989 al 31 maggio 1992 indennità giornaliere per incapacità lavorativa variante dal 25% al 100% per un totale di fr. 103'000.- circa.

Queste prestazioni sono andata evidentemente a ridurre il reddito imponibile in quanto esenti da imposte.

Il contenzioso riguarda peraltro unicamente il periodo dopo il 1° giugno 1992. Per questo periodo non viene prodotto nessun documento che provi l'esistenza di un effettivo scapito economico.

Per quanto concerne la menomazione rilevante all'integrità rinviamo al doc. _ che rappresenta un estratto della casistica dell'Assicurazione militare con le valutazioni di casi similari.

Una copia viene allegata all'attenzione del patrocinatore del ricorrente.

Una valutazione superiore al 2,5% riconosciuto, romperebbe l'equilibrio della prassi e l'equità nel trattamento dei casi.

L'Assicurazione militare assegna al ricorrente una rendita per menomazione all'integrità ciò che esclude in ogni caso, ai sensi dell'art. 40bis al. 2 LAM, l'attribuzione di una indennità per torto morale. Per questo motivo tale punto non è stato oggetto di una decisione da parte nostra."

1.5 Il 29 settembre 1993 il patrocinatore dell'assicurato ha fatto pervenire al TCA della documentazione, subito trasmessa alla controparte per conoscenza (cfr. Doc. _), relativa alla dichiarazione d'imposta 1993/1994 (cfr. Doc. _).

1.6 Il 20 giugno 1995, sentite dal Giudice delegato, le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni (cfr. Doc. _).

in diritto

2.1 Giusta l'art. 23 cpv. 1 LAM, l'indennità di malattia è sostituita da una rendita per l'invalidità se l'affezione assicurata cagiona un pregiudizio presumibilmente permanente alla capacità al guadagno o provoca una menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica.

Nel caso di una limitazione della capacità di guadagno l'art. 24 cpv. 1 LAM predispone l'assegnazione di una rendita d'invalidità per un tempo determinato o indeterminato. Secondo la giurisprudenza il grado di invalidità viene fissato - come in materia di assicurazione per l'invalidità e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni - stabilendo il rapporto fra il reddito che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività ragionevolmente esigibile da lui in condizioni di mercato equilibrato del lavoro, e il reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (DTF 112 V 380 consid. 1a e sentenze ivi citate).

2.2 Nella fattispecie l'UFAM ha negato all'assicurato il diritto ad una rendita d'invalidità, richiamando, da una parte, la giurisprudenza federale secondo cui uno scapito economico inferiore al 10% non dà diritto ad una rendita d'invalidità (cfr. RAMI 1988 pag. 230seg) e, dall'altra, il fatto che il lieve grado d'inabilità lavorativa constatato nella fattispecie non ha comunque nessuna incidenza sulla capacità di guadagno, visto che l'assicurato ha la possibilità di organizzare liberamente la propria attività, lavorando se del caso anche di sera (cfr. consid. 1.2).

Ora, riguardo al primo aspetto, il TCA constata che in una sentenza del 12 settembre 1994 nella causa

K. pubblicata in DTF 120 V 368, il Tribunale federale delle assicurazioni ha modificato la propria giurisprudenza ed ha stabilito che il riconoscimento di un grado d'invalidità inferiore al 10% non esclude a priori l'assegnazione di una rendita permanente. Questa nuova giurisprudenza è senz'altro applicabile alla presente fattispecie visto che la decisione amministrativa non è ancora cresciuta in giudicato (cfr. DTF 119 V 244; in caso contrario vedi comunque i principi ribaditi del TFA in DTF 121 V 157seg).

A proposito del grado dell'invalidità nel caso concreto, il TCA nota che, dal profilo medico teorico, non vi è nessun fondato motivo per scostarsi dalle valutazioni del perito Prof.dott. __________, il quale si è così espresso:

"2. Besteht eine Erwerbsunfähigkeit als freier Verwalter und Verischerungskonsulent?

Wenn ja, in welchem Ausmass in % und voraussichtlich für welche Dauer?

Im Vergleich zur gesunden Gegenseite besteht hier eine funktionelle Beeinträchtigung des rechten Knies, die wir auf 10% beziffern. Für den Patienten resultiert daraus auch eine direkte Beeinträchtigung seiner beruflichen Aktivität, die nach unserer Meinung maximal auf 10% zu veranschlagen ist. Dabei handelt es sich aller Voraussicht nach um eine dauernde Funktionsbeeinträchtigung."

(Doc. _)

Come si è visto (cfr. consid. 2.1) l'invalidità è però un concetto economico.

Ora, l'UFAM afferma che l'inabilità lavorativa medico-teorica accertata non provocherebbe nessuna incapacità di guadagno, in quanto l'assicurato potrebbe organizzarsi recuperando di sera quelle attività che, per motivi di salute, non può più svolgere durante la giornata.

A ragione il ricorrente contesta questa conclusione sostenendo che le ripercussioni economiche di un determinato danno alla salute devono essere valutate prendendo in considerazione il normale orario di lavoro e considerando tutto il mercato del lavoro ragionevolmente esigibile.

Mancano tuttavia fra gli atti dell'assicurato indicazioni precise circa lo scapito economico subito dall'assicurato per il danno alla salute riconosciuto dall'assicurazione militare.

In simili condizioni, a mente del TCA, la decisione per quel che concerne la rendita d'invalidità, deve essere annullata in ordine e gli atti ritrasmessi all'UFAM per nuovi accertamenti (in particolare sembra opportuno richiamare al ricorrente la notifica di tassazione 1993/1994).

2.3 Una menomazione dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita, ma non i semplici impedimenti negli altri ambiti dell'esistenza, quali la pratica di uno sport o la partecipazione a manifestazioni della vita sociale e altre attività consimili. La rendita per menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica è determinata equamente secondo le circostanze (art. 25 cpv. 1 LAM). Secondo la giurisprudenza la menomazione dell'integrità è valutata in percentuali ottenute dal confronto delle condizioni anatomiche e funzionali dell'assicurato prima e dopo l'insorgere del danno alla salute assicurato (DTF

117 V 76 consid. 3a/aaa e sentenze ivi citate).

L'art 40bis cpv. 1 LAM stabilisce al cpv. 1 che, per circostanze particolari, l'assicurazione può assegnare alla vittima di lesioni corporee, o, in caso di morte, alla famiglia, un'equa riparazione.

Secondo l'art. 40 cpv. 2 LAM detta riparazione è però esclusa se è attribuita la rendita per rilevante menomazione dell'integrità fisica o psichica.

2.4 Nell'evenienza concreta l'UFAM ha attribuito a ____________ una rendita per rilevante menomazione.

A ragione dunque l'amministrazione ha rifiutato di erogare la prestazione dell'art. 40 bis cpv.

1 LAM (cfr. consid. 2.3 in fine).

Riguardo al grado della rendita, contestato dal ricorrente, va ancora ricordato quanto segue.

La determinazione della rendita ex art. 25 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF

117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).

Tale determinazione avviene in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente trattati, così da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in quest'ambito, il TFA ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle allestite dall'UFAM (STFA - non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa Molliet).

Il tenore stesso dell'art.

25 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione dell'aspetto soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in modo che in ogni singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato, in seguito al pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato limitato nel godimento della vita.

Non è, dunque, la menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che questa ha per l'assicurato.

In una sentenza del 7 marzo 1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).

Questa giurisprudenza è poi stata confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991 nella causa X, pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc).

Nella fattispecie l'UFAM ha attribuito all'assicurato una rendita per menomazione dell'integrità del 2,5%.

In sede di risposta di causa l'amministrazione ha fatto pervenire un elenco di casi (cfr. Doc. _) in cui è stato riconosciuto un grado di menomazione che si fissa tra lo 0 e il 10%.

Anche alla luce di questa casistica, a mente del TCA, la fissazione del grado di menomazione dell'integrità al 2,5% per le affezioni patite dall'assicurato rispetta i requisiti fissati all'art. 25 LAM (cfr. consid. 2.1).

Su questo aspetto la decisione impugnata deve dunque essere confermata.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§) Di conseguenza la decisione dell'UFAM relativa al rifiuto di una rendita d'invalidità è annullata in ordine e gli atti sono rinviati all'amministrazione per nuovi accertamenti dal profilo economico.

§§) E' confermata la rendita per menomazione dell'integrità con una percentuale del 2,5%.

2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L'UFAM verserà al ricorrente fr. 500.- a titolo di ripetibili.

3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale Federale delle Assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6002 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti