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Ordinanza — n. 19166/2026 — snpen KI-generiert

Recourse dismissed for inadmissibility due to lack of new grounds and repetition of appellate arguments.

Geschäftsnummer Ordinanza — n. 19166/2026 — snpen
Gericht / Behörde
Rechtsordnung Italien (IT)
Entscheiddatum
Ausgang Nichteintreten / Unzulässig (Inadmissible)

Legislator-Zusammenfassung

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The Court of Cassazione declared the appeal inadmissible because the sole ground of attack was not formulated in legally permitted terms. The appellant argued for a violation of motivation regarding the omission of reiterated recidivism, but the court found these claims were already fully examined and rejected at the appellate level. Consequently, the court ruled that the new argument was merely a reproduction of previous criticisms and lacked the novelty required for admissibility.

Legislator-Regeste

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Art. 366 c.p.p.; Art. 133 c.p.: The appeal must present new grounds not already examined; arguments merely reproducing those rejected at the appellate level are inadmissible as they fail to meet the requirement of novelty.

Schlagwörter

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inadmissibility reiteration of arguments lack of novelty reiterated recidivism procedural requirements Widerhandlungen gegen die Bestimmungen zum Schutz der Mieter Zonenvorschriftsverletzung Legitimation gegen Baubewilligung

Zitierte Gesetzesbestimmungen

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Art. 366 c.p.p.
Art. 133 c.p.
art. 133 cod. pen
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Volltext

posto da: SARDANELLI LUCIANO nato a NAPOLI il 02/12/1979 avverso la sentenza del 30/04/2025 della CORTE APPELLO di NAPOLI dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE SGADARI;RITENUTO IN FATTO E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso presentato nell'interesse di Luciano Sardanelli; considerato che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta vizio di motivazione in relazione all'omessa disapplicazione della recidiva reiterata, oltre che manifestamente infondato, non è formulato in termini consentiti dalla legge in questa sede, essendo riproduttivo di profili di censura già dedotti in appello e già congruamente vagliati e disattesi dalla Corte territoriale, la quale ha fatto corretta applicazione dei principi consolidati nella giurisprudenza di legittimità, secondo cui la valutazione del giudice non può fondarsi esclusivamente sulla gravità dei fatti e sull'arco temporale in cui questi risultano consumati, essendo egli tenuto ad esaminare in concreto, in base ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen., il rapporto esistente tra il fatto per cui si procede e le precedenti condanne, verificando se ed in quale misura la pregressa condotta criminosa sia indicativa di una maggiore pericolosità e di una perdurante inclinazione al delitto che abbiano influito quali fattori criminogeni per la commissione del reato sub iudice (si veda pag. 4 della impugnata sentenza); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;

P.Q.M P.Q.M