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Ordinanza — n. 25706/2026 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal against aggravated attempted theft conviction for procedural inadmissibility.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 25706/2026 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeals by Abelli, Sestili, and Nurra inadmissible regarding their conviction for aggravated attempted theft. The appellants argued that the lower court incorrectly applied Article 49 of the Penal Code, but the court found this to be a mere repetition of arguments already rejected on appeal. Consequently, the court upheld the original conviction based on the unassailable factual appreciation of the agents' capabilities and lack of evidence regarding their alleged inaptitude.

Regesto Legislator

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Art. 49 cod. pen.; The appeal is inadmissible when it constitutes a pedissequo repetition of arguments already censured and rejected by the appellate court with correct logical and legal reasoning.

Parole chiave

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aggravated attempted theft inadmissible appeal repetition of arguments Article 49 Penal Code appellate court review tentata rapina furto aggravato commisurazione della pena per rapina

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 49 cod. pen.
art. 49 cod. pen
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Testo completo

ato a ROMA il 10/03/1958 ABELLI GIANNINO nato a FALERONE il 05/02/1947 SESTILI GINO ANGELO nato a MARCETELLI il 08/06/1957 avverso la sentenza del 18/09/2025 della CORTE APPELLO di FIRENZE dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MICHELE CUOCO;RITENUTO IN FATTO e

CONSIDERATO IN DIRITTO

- che Roberto Nurra, Giacomo Abelli e Gino Angelo Sestili ricorrono (ulteriormente argomentando con memoria del 22 maggio 2026) avverso la sentenza con la quale la Corte d'appello di Firenze, confermando la condanna pronunciata in primo grado, li ha ritenuti responsabili del reato di tentato furto pluriaggravato; - che l'unico motivo di ricorso - che deduce violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla ritenuta inapplicabilità dell'art. 49 cod. pen. - è indeducibile in quanto pedissequa reiterazione di profili di censura già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla Corte di merito con corretti argomenti logici e giuridici (cfr. pagg. 3 e 4 della sentenza impugnata), che, alla luce di un insindacabile apprezzamento in fatto, ha dato atto della astratta capacità dello strumento utilizzato dall'agente e della mancanza di prova in ordine alla loro evocata inidoneità; - che, pertanto, i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;

PQM D P.Q.M