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Ordinanza — n. 25668/2026 — snpen Generato dall'IA

Italian Supreme Court dismisses appeal as generic and inadmissible for lack of specific legal grounds.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 25668/2026 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Italian Supreme Court declared the appeal by Andrea Celletti inadmissible due to the generic nature of his arguments regarding the theft charge and sentencing. The court found the first ground, challenging the evidence of stolen documents, merely repetitive of facts already thoroughly examined and rejected by the lower court. Consequently, the appeal was dismissed without merit, and Celletti was ordered to pay a fine of 3,000 euros.

Regesto Legislator

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Art. 616 cod. proc. pen.; Art. 366 cod. proc. pen.: Appeals must be specific; generic arguments reproducing factual disputes already decided by the lower court are inadmissible.

Parole chiave

Generato dall'IA
inadmissible appeal generic grounds theft charge sentencing review Cassazione ordinanza procedural dismissal costs and fine commisurazione della pena per rapina

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 616 cod. proc. pen.
Art. 366 cod. proc. pen.
Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000
art. 616 cod. proc. pen

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000
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Testo completo

ORDINANZA sul ricorso proposto da: CELLETTI ANDREA nato a ROMA il 25/12/1967 avverso la sentenza del 25/11/2025 della CORTE APPELLO di ROMA dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere STEFANO CORBETTA;Rilevato che il primo motivo del ricorso proposto nell'interesse di Andrea Celletti, che deduce il la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione all'art. 10 d.lgs. n. 74 del 2000, è inammissibile, perché meramente riproduttivo di profili di censura, peraltro generici e di contenuto fattuale, già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dalla Corte di merito, la quale, con una valutazione di fatto non manifestamente illogica - e quindi non censurabile in sede di legittimità - ha ribadito la sussistenza del reato in esame, confutando la tesi difensiva secondo cui la documentazione contabile era stata sottratta nel corso di una rapina, rilevando non solo l'eterogeneità di detta documentazione rispetto a quanto preso di mira dai rapinatori, che sottrassero orologi per un valore stimato in 200-300 euro, ma la circostanza che essa non aveva alcun valore per i per gli stessi, e considerando che dagli atti non risulta numero che l'imputato abbia mai denunciato la sottrazione anche di detta documentazione; rilevato che il secondo motivo, che deduce la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alla determinazione del complessivo trattamento sanzionatorio, è inammissibile perché generico, non indicando alcun elemento che, ove valutato, avrebbe comportato l'applicazione delle circostanze attenuante generiche o, comunque, la determinazione di una pena più mite; stante l'inammissibilità del ricorso e, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000), alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura, ritenuta equa, di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende P. P.Q.M