Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 24108/2026 — snpen Generato dall'IA

Italian Court dismisses appeal as mere repetition of rejected arguments without new legal critique.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 24108/2026 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassazione declared the appeal by Sara Castaldo inadmissible, ordering her to pay court costs and fines. The appellant's arguments regarding the crime's existence and sentencing discretion were deemed to be a mere repetition of points already rejected by the Court of Appeal of Palermo. Consequently, the court refused to re-evaluate the facts or the judge's discretionary decisions, adhering to the principle that appeals must offer substantive legal critique rather than reiterating previous failures.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 360, c. 4 n. 1 c.p.p.; Art. 360, c. 4 n. 2 c.p.p.: An appeal is inadmissible if it constitutes a mere repetition of arguments already rejected in the lower court, lacking a specific and substantive legal critique of the judgment's reasoning.

Parole chiave

Generato dall'IA
inadmissible appeal mere repetition double conformity substantive critique court costs sentencing discretion preclusive principle concorso di motivi di sospensione

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 360, c. 4 n. 1 c.p.p.
Art. 360, c. 4 n. 2 c.p.p.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

posto da: CASTALDO SARA nato a CARINI il 30/12/1980 avverso la sentenza del 09/05/2025 della CORTE APPELLO di PALERMO dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCO FLORIT;RITENUTO IN FATTO E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di Sara Castaldo e considerato che esso è fondato su motivi costituenti pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello ed ivi puntualmente disattesi, tanto da risultare aspecifici in quanti soltanto apparenti, omettendo di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza impugnata; osservato, in particolare: - sulla procedibilità (motivo I), la doglianza si infrange, a fronte di una doppia conforme sul punto (come su tutto il merito, peraltro), con la preclusione, per questa Corte, di operare una ricostruzione alternativa, in assenza di illogicità motivazionali manifeste, nemmeno dedotte; - sulla sussistenza del reato (nell'aspetto concorsuale, e nella dimensione tanto soggettiva quanto oggettiva - motivo II), come sulla omessa valutazione di argomentazioni o travisamento delle prove (motivo III), è evidente la natura 'meritoria' e 'valutativa' degli argomenti addotti, che, lungi dallo sviluppare, a fronte di una doppia conforme, una critica di 'logica formale' al discorso giustificativo della sentenza, pretendono una rivalutazione del fatto, operazione non consentita in questa sede, stante la preclusione per la Corte di sovrapporre la propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti gradi nonché di saggiare la tenuta logica della pronuncia impugnata mediante un raffronto tra l'apparato argomentativo che la sorregge ed eventuali altri modelli di ragionamento (tra le altre, Sez.

U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260); - manifestamente infondato è, infine, l'ultimo motivo, a fronte di un corretto esercizio della discrezionalità sanzionatoria (pg. 5), basato su plurimi indici, con i quali il motivo di ricorso solo selettivamente si confronta; rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M P.Q.M