Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 23260/2026 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal claiming lack of subjective element in civil fraud conviction due to insufficient reasoning.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 23260/2026 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassation declared the appeal inadmissible, rejecting the claim that the lower court failed to address the subjective element of fraud. The appellant argued the conviction was flawed because the court did not explicitly refute the lack of subjective intent, whereas the defense contended the reasoning was insufficient for a civilistic offense. The court ruled that the appellate decision logically established both material and subjective elements of fraud based on the defendant's deceptive conduct, rendering the appeal's criticism of the reasoning manifestly unfounded.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.; Art. 640 cod. pen.: The Court of Cassation's review of a criminal judgment's reasoning is limited to verifying the existence of a logical argumentative structure and cannot assess whether the motivation corresponds to the acquired procedural facts.

Parole chiave

Generato dall'IA
criminal appeal inadmissibility fraud subjective element civilistic offense conviction logical argumentative structure Court of Cassation review adempimento inesatto ricorso per inadempienza mercede dell'appaltatore

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
pen., denunciando la mancanza della motivazione con riferimento al motivo di appello che chiedeva riconoscersi l'insussistenza dell'elemento soggettivo, trattandosi di un'ipotesi di illecito civilistico, è manifestamente infondato poiché il vizio censurabile a norma dell'art. 606, comma 1, lett.
Art. 640 cod. pen.
Letto il ricorso proposto nell'interesse di Luciano Italiano; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640 cod.
art. 640 cod. pen
Letto il ricorso proposto nell'interesse di Luciano Italiano; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640 cod.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

O,nato a GENOVA il 17/07/1975 1avverso la sentenza del 23/04/2025 della CORTE APPELLO di GENOVA dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MASSIMO PERROTTI;RITENUTO IN FATTO E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso proposto nell'interesse di Luciano Italiano; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640 cod. pen., denunciando la mancanza della motivazione con riferimento al motivo di appello che chiedeva riconoscersi l'insussistenza dell'elemento soggettivo, trattandosi di un'ipotesi di illecito civilistico, è manifestamente infondato poiché il vizio censurabile a norma dell'art. 606, comma 1, lett.

e) cod. proc. pen., è quello che emerge dal contrasto dello sviluppo argomentativo della sentenza con le massime di esperienza o con le altre affermazioni contenute nel provvedimento; che, invero, l'indagine di legittimità sul discorso giustificativo della decisione ha un orizzonte circoscritto, dovendo il sindacato demandato alla Corte di cassazione limitarsi, per espressa volontà del legislatore, a riscontrare l'esistenza di un logico apparato argomentativo, senza possibilità di verifica della rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali (Sez.

U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074); che la motivazione della sentenza impugnata non presenta alcun vizio riconducibile alla nozione delineata dalla norma, avendo rilevato, in conformità con i principi della giurisprudenza di legittimità ivi richiamati, come le condotte poste in essere dall'imputato nella fase di esecuzione del contratto, finalizzate ad ottenere dalla persona offesa il versamento di diversi acconti per la fornitura di serramenti, che non erano stati neppure prodotti, integrassero pienamente, tanto sotto al profilo materiale quanto a quello soggettivo, la fattispecie di truffa contestata in rubrica e non già una semplice ipotesi di inadempimento contrattuale (si vedano le pagine da 3 a 5 della sentenza impugnata); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M P.Q.M