Ordinanza — n. 20241/2026 — snpen · Corte di Cassazione
Sintesi Legislator
Generato dall'IAposto da: GRECO CARLO r-?to a PALERMO il 18/05/1957 avverso l'ordinanza del 05/12/2025 del GIUD. SORVEGLIANZA di L'AQUILA dato avviso alle r.sarti; udita la relazione svolta dal Consigliere CARMINE RUSSO; CLRitenuto in fatto e considerato in diritto Rilevato che Carlo Greco, detenuto nel carcere di L'Aquila, ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione che gli ha negato la possibilità di acquistare una casseruola di diametro diverso da quelle presenti nel modello 72 ed un altro pezzo di pentolame; Ritenuto che il ricorso si pone in contrasto con la consolidata giurisprudenza di legittimità che ritiene che perchè il reclamo sia qualificato come giurisdizionale ai sensi dell'art. 35-bis ord. pen. non sia sufficiente individuare il «diritto soggettivo» suscettibile di essere leso da comportamenti dell'amministrazione penitenziaria, ma occorre censurare comportamenti dell'amministrazione che incidono sui diritti soggettivi in quanto tali, e non soltanto sulle modalità di esercizio degli stessi, che restano affidate alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria in funzione delle esigenze di ordine e disciplina interne (Sez. 1, n. 37298 del 24/06/2021, Mantiglia, Rv. 282010;
Regesto Legislator
Generato dall'IAOrdinanza — n. 20241/2026 — snpen · Corte di Cassazione: SORVEGLIANZA di L'AQUILA dato avviso alle r.sarti; udita la relazione svolta dal Consigliere CARMINE RUSSO; CLRitenuto in fatto e considerato in diritto Rilevato che Carlo Greco, detenuto nel carcere di L'Aquila, ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione che gli ha negato la possibilità di acquistare una casseruola di diametro diverso da quelle presenti nel modello 72 ed un altro pezzo di pentolame; Ritenuto che il ricorso si pone in contrasto con la consolidata giurisprudenza di legittimità che ritiene che perchè il reclamo sia qualificato come giurisdizionale ai sensi dell'art. 35-bis ord. pen. non sia sufficiente individuare il «diritto soggettivo» suscettibile di essere leso da comportamenti dell'amministrazione penitenziaria, ma occorre censurare comportamenti dell'amministrazione che incidono sui diritti soggettivi in quanto tali, e non soltanto sulle modalità di esercizio degli stessi, che restano affidate alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria in funzione delle esigenze di ordine e disciplina interne (Sez. 1, n. 37298 del 24/06/2021, Mantiglia, Rv. 282010;
Parole chiave
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posto da: GRECO CARLO r-?to a PALERMO il 18/05/1957 avverso l'ordinanza del 05/12/2025 del GIUD. SORVEGLIANZA di L'AQUILA dato avviso alle r.sarti; udita la relazione svolta dal Consigliere CARMINE RUSSO; CLRitenuto in fatto e considerato in diritto Rilevato che Carlo Greco, detenuto nel carcere di L'Aquila, ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione che gli ha negato la possibilità di acquistare una casseruola di diametro diverso da quelle presenti nel modello 72 ed un altro pezzo di pentolame; Ritenuto che il ricorso si pone in contrasto con la consolidata giurisprudenza di legittimità che ritiene che perchè il reclamo sia qualificato come giurisdizionale ai sensi dell'art. 35-bis ord. pen. non sia sufficiente individuare il «diritto soggettivo» suscettibile di essere leso da comportamenti dell'amministrazione penitenziaria, ma occorre censurare comportamenti dell'amministrazione che incidono sui diritti soggettivi in quanto tali, e non soltanto sulle modalità di esercizio degli stessi, che restano affidate alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria in funzione delle esigenze di ordine e disciplina interne (Sez. 1, n. 37298 del 24/06/2021, Mantiglia, Rv. 282010;
Sez. 7, n. 373 del 29/05/2014, dep. 2015, Attanasio, Rv. 261549; Sez. 7, n. 7805 del 16/07/2013, dep. 2014, Attanasio, Rv. 260117; Sez. 1, n. 767 del 15/11/2013, dep. 2014, Attanasio, Rv. 258398), quale nel caso in esame la scelta delle dimensioni delle padelle a disposizioni dei detenuti e del numero delle stesse; Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma determinata, in via equitativa, nella misura indicata in dispositivo;
P.Q.M