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Ordinanza — n. 18063/2026 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal for lack of logical argumentation in fraud conviction reasoning.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 18063/2026 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared Luigi Pignatelli's appeal inadmissible, rejecting his claim that the lower court's reasoning regarding fraud was illogical. The appellant argued the conviction lacked proper justification, but the court found the argumentative development consistent with established legal principles. Consequently, the appeal was dismissed because the reasoning logically connected the prepaid card ownership to the fraudulent conduct, rendering the phone line discrepancy irrelevant.

Regesto Legislator

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Art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.; Art. 640 cod. pen.: The Court of Cassation's review of sentencing reasoning is limited to verifying the existence of a logical argumentative apparatus, not the factual accuracy of the premises.

Parole chiave

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logical argumentation fraud conviction inadmissible appeal sentencing reasoning procedural defect truffa in materia di credito truffa all'assistenza sociale abuso di carte-chèques

Disposizioni normative citate

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Art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
pen., denunciandone la mancanza e l'illogicità, è manifestamente infondato poiché il vizio censurabile a norma dell'art. 606, comma 1, lett.
Art. 640 cod. pen.
Letto il ricorso di Luigi Pignatelli; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640 cod.
art. 640 cod. pen
Letto il ricorso di Luigi Pignatelli; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640 cod.

Giurisprudenza citata

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Sez. U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074
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Testo completo

da: PIGNATELLI LUIGI nato a TARANTO il 13/07/1976 avverso la sentenza del 27/05/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MICHELE CALVISI;RITENUTO IN FATTO E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di Luigi Pignatelli; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640 cod. pen., denunciandone la mancanza e l'illogicità, è manifestamente infondato poiché il vizio censurabile a norma dell'art. 606, comma 1, lett.

e) cod. proc. pen., è quello che emerge dal contrasto dello sviluppo argomentativo della sentenza con le massime di esperienza o con le altre affermazioni contenute nel provvedimento; che, invero, l'indagine di legittimità sul discorso giustificativo della decisione ha un orizzonte circoscritto, dovendo il sindacato demandato alla Corte di cassazione limitarsi, per espressa volontà del legislatore, a riscontrare l'esistenza di un logico apparato argomentativo, senza possibilità di verifica della rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali (Sez.

U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074); che la motivazione della sentenza impugnata non presenta alcun vizio riconducibile alla nozione delineata dalla norma, avendo congruamente rilevato come la prova del coinvolgimento dell'imputato nella truffa dovesse ricavarsi in via logica dalla circostanza che l'imputato era l'intestatario della carta prepagata su cui era confluito il provento della condotta decettiva, risultando del tutto irrilevante che l'utenza telefonica utilizzata per i contatti con la persona offesa fosse riferibile ad altro soggetto, ben potendo verificarsi un'ipotesi di concorso nel reato da parte di entrambi (si vedano le pagine 2 e 3 della sentenza impugnata); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M P.Q.M