Criminal appeal dismissed for inadmissibility as crimes lacked premeditated criminal program for continuation bond.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassazione declared the appeal by Gianluca Testa inadmissible regarding his request for a continuation bond. The court found that his diverse illegal acts between 2012 and 2019 did not constitute a premeditated criminal program under the relevant penal code articles. Consequently, the court distinguished this case from recidivism or habitual crime, ruling that the specific legal parameters for a continuation bond were not met.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 81 cod. pen.; Art. 671 cod. proc. pen.: The court established that repeated offenses do not automatically constitute a premeditated criminal program required for a continuation bond, as distinct from recidivism or habitual crime which operate under different legal parameters.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;RITENUTO IN FATTO E
CONSIDERATO IN DIRITTO
Esaminato il ricorso proposto avverso l'ordinanza in epigrafe, con la quale la Corte di appello di Napoli, quale Giudice dell'esecuzione, respingeva la richiesta avanzata da Gianluca Testa, finalizzata a ottenere il riconoscimento del vincolo della continuazione, ai sensi degli artt. 81 cod. peri. e 671 cod. proc. pen., in relazione ai reati giudicati dalle sentenze irrevocabili presupposte di cui ai punti 1 e 2 del provvedimento impugnato, pronunciate dalla stessa Corte nelle date del 16 aprile 2015 e del 20 marzo 2024. Ritenuto che i delitti commessi da Gianluca Testa non potevano ricondursi, nemmeno astrattamente, a una preordinazione criminosa rilevante ai sensi degli artt. 81 cod. pen. e 671 cod. proc. pen., dovendosi evidenziare, in linea con quanto opportunamente affermato dal Giudice dell'esecuzione che l'eterogeneità delle condotte illecite presupposte e l'ampiezza dell'arco temporale nel quale tali reati si erano concretizzati, che era compreso tra il 2012 e il 2019, non consentivano di riconoscere il vincolo della continuazione invocato dal suo difensore.
Ritenuto che la reiterazione delle condotte illecite non può essere espressione di un programma di vita improntato al crimine, come nel caso di Testa, venendo sanzionata da fattispecie di differente natura giuridica, quali la recidiva, l'abitualità, la professionalità nel reato e la tendenza a delinquere, secondo un diverso e opposto parametro rispetto a quello sotteso all'istituto della continuazione, preordinato al favor rei (tra le altre, Sez. 5, n. 10917 del 12/01/2012, Abbassi, Rv. 252950 -01; Sez. 5, n. 49476 del 25/09/2009, Notaro, Rv. 245833 - 01).
Per queste ragioni, il ricorso proposto da Gianluca Testa deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiar P.Q.M