Cassation court dismisses appeal for tax evasion due to clear contradiction in defendant's absence justification.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Cassation Court declared the appeal inadmissible, upholding the lower court's conviction for tax evasion. The appellant argued that the first instance failed to adequately justify his absence and prove intent, claiming the prosecution did not address his lack of explanation. However, the court found a direct contradiction in the arrest records where the defendant's partner initially claimed ignorance of his location but later confirmed he was at a hospital, proving the initial excuse was false and demonstrating criminal intent. Consequently, the court rejected the appeal and ordered the appellant to pay court costs and a fine.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 131-bis cod. pen.; Art. 366 cod. proc. pen.: The appeal is inadmissible when the appellate court clearly identifies a contradiction in the defendant's justification for absence, thereby establishing the falsity of the pretext and the requisite criminal intent.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
da: CALDERON RAUL ESTEBAN nato il 26/02/1969 avverso la sentenza del 12/03/2025 della CORTE APPELLO di ROMA dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere OMBRETTA DI GIOVINE;RITENUTO IN FATTO E
CONSIDERATO IN DIRITTO
Visti gli atti e la sentenza impugnata (che ha confermato la condanna, in primo grado, per evasione); esaminato il ricorso di Raul Esteban Calderon, che ha dedotto, con un motivo unico, la mancata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen., non essendo stata resa adeguata motivazione sul perché l'imputato non avrebbe addotto alcuna giustificazione della sua assenza e sul dolo; ritenuto che la Corte d'appello ha, per contro, chiaramente individuato una contraddizione nel fatto che, come emerso dal verbale di arresto, al momento del controllo, la compagna dell'imputato dichiarava di ignorare ove fosse l'imputato, formulando una mera ipotesi, salvo poi, successivamente, riferire telefonicamente che egli l'aveva informata di trovarsi presso il Pronto Soccorso di Tor Vergata (dove, alle 12:10, ne era in effetti riscontrata la presenza, in codice verde) - dal che si desume sia la falsità del pretesto addotto sia il dolo -, per il resto escludendo la particolare tenuità del fatto in ragione della durata temporale dell'allontanamento e della pervicace resistenza alle prescrizioni imposte dall'autorità (già in precedenza l'imputato era stato tratto in arresto per la medesima fattispecie di reato); ritenuto, quindi, il ricorso inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si stima equo quantificare in euro tremila.
P.Q.M