Italian court dismisses appeal for lack of specificity regarding subjective element of theft charge.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Italian Court of Cassation declared Monica Casale's appeal inadmissible due to a lack of specific legal arguments. The appellant challenged the lower court's finding of liability for theft without proving subjective intent, but her arguments merely repeated points already rejected in the appellate decision. The court ruled that the appeal failed to offer new, specific reasoning distinct from the prior judgment's established facts and legal conclusions.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 648 cod. pen.; Art. 366 c.p.c.: An appeal must contain specific and new arguments; mere repetition of points already examined and rejected by the appellate court renders the appeal inadmissible for lack of congruence.
Parole chiave
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seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CASALE MONICA nato a CHIERI il 09/08/1972 avverso la sentenza del 20/02/2025 della CORTE APPELLO di ANCONAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE COSCIONI; \N", RITENUTO IN FATI-0 E
CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso proposto nell'interesse di Monica Casale; considerato che l'unico motivo di ricorso, con cui si contesta vizio di violazione di legge in ordine all'affermazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 648 cod. pen., pur in assenza dell'elemento soggettivo, risulta privo di specificità, essendo meramente reiterativo di profili di censura già prospettati in appello e già congruamente esaminati e disattesi dalla Corte territoriale, sulla base di una motivazione che non presta il fianco a censura per congruenza logica e conformità ai principi di diritto consolidati nella giurisprudenza di questa Corte, e con la quale le argomentazioni del ricorso non si confrontano in termini di specificità, limitandosi a dissentire sul giudizio di rilevanza e attendibilità delle risultanze processuali valorizzate dai giudici di merito (si vedano le pagg. 5 e 6 della impugnata sentenza, ove si è sottolineata la deducibilità della consapevolezza della provenienza delittuosa dell'auto, alla cui guida veniva rinvenuta l'odierna ricorrente, dal non avere quest'ultima fornito alcuna plausibile giustificazione in ordine all'origine del possesso del bene); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, il giorno 5 dicembre 2025.