Italian Supreme Court dismisses appeal against probation revocation for sex trafficking and drug crimes.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Italian Supreme Court declared the appeal inadmissible, ordering the appellant to pay court costs and a fine. The appellant argued that the trial court erred by extending the revocation of early release to the entire probation period without a comprehensive assessment of his conduct. The court rejected this claim, noting that the lower tribunal adequately reasoned its decision based on established facts regarding the appellant's involvement in sex trafficking, drug distribution, and crimes committed during pre-trial detention.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 54 ord. pen.; The Supreme Court holds that a probation revocation based on serious crimes committed during the benefit period is valid if the lower court provides a coherent and adequate reasoning linking the specific facts to the extension of the revocation to the entire duration of the benefit.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
NOVESE ORDINANZA Britti Ambrogio Secondo nato a BRUGHERIO il 14/04/1959 avverso l'ordinanza del 10/06/2025 del TRIB. SORVEGLIANZA di Brescia dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere Marco Maria Monaco; Rilevato che, con il provvedimento impugnato, il Tribunale di Sorveglianza di Brescia ha revocato l’ordinanza con cui è stata dichiarata estinta la pena detentiva espiata in affidamento in prova e la revoca della liberazione anticipata concessa per il relativo periodo ad Ambrogio Secondo Britti; Rilevato che con il ricorso si deduce la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione all’art. 54 ord. pen. evidenziando che il Tribunale avrebbe omesso di procedere a una valutazione complessiva del percorso svolto e che pertanto l’estensione della revoca all’intera pena con efficacia ex tunc sarebbe errata e comunque del tutto ingiustificata;
Rilevato che la doglianza è manifestamente infondata in quanto il Tribunale di Sorveglianza, facendo riferimento a quanto accertato con sentenza divenuta irrevocabile ed emerso dagli atti (la commissione durante il periodo in cui era ammesso al beneficio dei reati di sfruttamento della prostituzione di numerose donne e persone transessuali, di cessione di almeno 98 gr di cocaina, nonché del reato di cui all’art. 391-ter, comma terzo nel periodo di detenzione in regime di custodia cautelare), ha dato adeguato e coerente conto delle ragioni poste a fondamento della conclusione e ciò anche con riferimento all’estensione di tale giudizio a tutto il periodo di applicazione del beneficio (Sez. 1, n. 75 del 29/11/2019, dep. 2020, Angelucci, Rv. 277736 – 01;
Sez. 1, n. 12430 del 16/01/2001, Ruggero, Rv. 218457 – 01). Ritenuto pertanto che il ricorso è inammissibile; Considerato che alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché - valutato il contenuto del ricorso e in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità - al versamento della somma, ritenuta congrua, di euro tremila in favore della cassa delle ammende. P.Q.M Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Così è deciso, 04/