Italian Supreme Court dismisses appeal as inadmissible due to lack of specific grounds after plea agreement. The court ruled that the second-instance judge need not address unraised issues when parties agree on a sentence. The appeal was rejected because it was generic and failed to cite specific grounds for the penalty. The court held that the second-instance judge must not reason on the acquittal of the accused for one of the causes provided in Article 129 of the Code of Criminal Procedure, nor on the non-existence of absolute nullity or unavailability of evidence, because the duty of reasoning must be related to the devolutive effect of the appeal itself. Once the accused has renounced the appeal grounds, the court's knowledge is limited to the grounds not subject to renunciation. Therefore, the appeal must be declared inadmissible with simplified procedure and without formalities, under Article 610, paragraph 5-bis, of the Code of Criminal Procedure, with the appellant condemned to pay the process costs and the sum of three thousand euros to the Fine Fund. The court decided in Rome on June 10, 2026. The drafting judge was Fabrizio D'Arcangelo. The president presided over the decision.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Italian Supreme Court declared the appeal inadmissible under simplified procedure without formalities. The appellant argued the lower court failed to consider defense censure regarding the defendant's behavior, but the court noted the appeal was generic and filed against a plea agreement where parties had already renounced further grounds. The court ruled that when a second-instance judge accepts a agreed-upon sentence, they are not required to reason on acquittal causes or evidence nullity since the duty of reasoning applies only to the grounds not renounced by the parties.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 129 cod. proc. pen.; Art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen. When a second-instance judge accepts a plea agreement, they are not required to reason on acquittal causes or evidence nullity, as the duty of reasoning applies only to grounds not renounced by the parties.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
o di Catania;visti gli atti e la sentenza impugnata;esaminati i motivi del ricorso;udita la relazione svolta dal consigliere Fabrizio D’ArcangeloOSSERVARilevato che, con unico motivo, il ricorrente ha dedotto la mancanza, lacontraddittorietà e la manifesta illogicità della motivazione in ordine all’entità dellapena inflitta, in quanto la Corte di appello non ha considerato le censure propostedalla difesa in ordine al comportamento dell’imputato, che avrebbero potutocomportare la determinazione della pena in misura inferiore;Rilevato che il ricorso, a tacere della sua integrale genericità, è inammissibile,in quanto è stato presentato avverso una sentenza resa all’esito del concordato inappello, che, in ordine al trattamento sanzionatorio, ha accolto le richiesteformulate concordemente dalle parti, prendendo atto della rinuncia agli ulteriorimotivi di ricorso;Considerato che le Sezioni unite di questa Corte hanno statuito che il giudicedi secondo grado, nell’accogliere la richiesta di pena concordata, non devemotivare sul mancato proscioglimento dell’imputato per una delle cause previstedall’art. 129 cod. proc. penna. né sull’insussistenza di ipotesi di nullità assoluta odi inutilizzabilità delle prove perché l’obbligo della motivazione deve essererapportato all’effetto devolutivo proprio dell’impugnazione in quanto, una volta chel’imputato abbia rinunciato ai motivi di appello, la cognizione del giudice è limitataai motivi non oggetto di rinuncia (Sez.
U, n. 19415 del 27/10/2022, dep. 2023,Rv. 284481 – 01;Rilevato, pertanto, che nel caso in cui il giudice di appello ha raccolto lerichieste concordemente formulate dalle parti, queste ultime non possono dedurrein sede di legittimità difetto di motivazione o altra questione relativa ai motivirinunciati (ex plurimis: Sez. 3, n. 51557 del 14/11/2023, Spina, Rv. 285628 – 02)Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, conprocedura semplificata e «senza formalità», ai sensi dell’art. 610, comma 5-bis,cod. proc. pen., con la condanna del ricorrente al pagamento delle speseprocessuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.MDichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento dellespese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delleammende.Così deciso in Roma, il 10 giugno 2026.Il Consigliere estensore Il Presidente