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Sentenza — n. 25368/2026 — snpen Generato dall'IA

Cassation court annuls trial judgment against mayor for failing to verify employer status under safety regulations.

Numero d'incarto Sentenza — n. 25368/2026 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation annulled the Messina trial judgment against Fabio Vinci, a mayor, for failing to verify his employer status regarding workplace safety training. Vinci argued the court incorrectly assumed his liability without examining administrative delegations, while the prosecution sought dismissal of the appeal. The court ruled that political organs retain employer status unless specific delegation is proven, finding the lower court's lack of concrete verification fatal to the verdict.

Regesto Legislator

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Art. 37 comma 1 lett. a) Dlgs. 81/2008; In public administrations, political organs retain employer status for safety liability unless specific delegation of decision-making powers is verified; failure to conduct concrete verification of this qualification warrants annulment.

Parole chiave

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public employer status workplace safety regulations mayor liability administrative delegation Cassation annulment Dlgs 81/2008 safety training obligations responsabilità amministrativa

Disposizioni normative citate

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Art. 37 comma 1 lett. a) Dlgs. 81/2008
Il tribunale di Messina, con sentenza di cui in epigrafe, ha condannatoVinci Fabio in ordine al reato ex art. 37 comma 1 lett.
Art. 131 bis c.p.
Artt. 62 bis e 133 c.p.

Giurisprudenza citata

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Sez. 4, n. 35295 del 23/04/2013
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Testo completo

a sentenza del 25/09/2025 del Tribunale di Messina;Udita la relazione svolta dal Consigliere Giuseppe Noviello;lette le conclusioni del Sostituto Procuratore generale dr. Giulio Monferini che hachiesto il rigetto del ricorso.RITENUTO IN FATTO1. Il tribunale di Messina, con sentenza di cui in epigrafe, ha condannatoVinci Fabio in ordine al reato ex art. 37 comma 1 lett.

a) del Dlgs. 81/2008 pernon avere provveduto, quale sindaco, e datore di lavoro del personale delcomando dei Vigili Urbani del comune di Saponara, ad assicurare a ciascunlavoratore la formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezzasul lavoro.2. Avverso la sentenza predetta, Vinci Fabio, mediante il proprio difensore,propone ricorso per cassazione deducendo tre motivi di impugnazione.3. Con il primo motivo, deduce il vizio di violazione di legge e di manifestaillogicità della motivazione riguardo alla posizione di garanzia in capo al Sindaco.Il tribunale avrebbe data per scontata la responsabilità del ricorrente invece diverificarla anche considerando che la responsabilità negli enti pubblici non ricadeautomaticamente sull'organo politico di vertice ma va accertata in concretoverificando se vi sia stata delega di funzioni con poteri decisionali e di spesa.

Ilgiudice non si sarebbe confrontato con atti amministrativi utili per la lamentataomessa ricostruzione del ruolo dell'imputato.4. Con il secondo motivo deduce la violazione dell'art.131 bis c.p. e il viziodi motivazione per l'intervenuta esclusione della predetta fattispecie.5. Con il terzo motivo deduce il vizio di motivazione in relazione agli artt.62 bis e 133 c.p.CONSIDERATO IN DIRITTO1. Il primo motivo è fondato e assorbe gli altri motivi, rendendo inutile il loroesame. Va premesso che nelle amministrazioni pubbliche spetta agli organi didirezione politica procedere all'individuazione dei soggetti cui attribuire la qualitàdi datore di lavoro, con la conseguenza che in mancanza di tale individuazionepermane in capo a suddetti organi l'indicata qualità, anche ai fini dell'eventualeresponsabilità per la violazione della normativa antinfortunistica (Sez. 4, n.35295 del 23/04/2013 Ud. (dep. 21/08/2013 ) Rv. 256398 - 01).

Manca nellasentenza in esame ogni verifica concreta circa la configurabilità, rispetto allacontestazione, della qualifica di datore di lavoro in capo all'imputato qualesindaco, alla luce del principio indicato in premessa.2. Sulla base delle considerazioni che precedono, la Corte ritiene pertantoche la sentenza impugnata debba essere annullata con rinvio per nuovo giudizioal tribunale di Messina, in diversa persona fisica. P.Q.Mannulla la sentenza impugnata, con rinvio per nuovo giudizio al tribunale diMessina, in diversa persona fisica.Così è deciso, 12/03/2026Il Consigliere estensore Il PresidenteGIUSEPPE NOVIELLO Luca Ramacci