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Ordinanza — n. 40035/2025 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal for lack of admissibility due to generic and inadmissible grounds regarding sentencing.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 40035/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal inadmissible because the sole ground of appeal was generic and lacked the specific elements required by Article 581 of the Code of Criminal Procedure. The appellant argued for a vizio di motivazione regarding the determination of the sentence, but the court found this issue inadmissible in the final instance and unsupported by law. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay procedural costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.; Art. 132, 133 cod. pen.: An appeal in the final instance is inadmissible if the grounds are generic and indeterminate, failing to specify the elements underlying the criticism of the lower court's sentencing discretion.

Parole chiave

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generic appeal grounds inadmissibility in final instance sentencing discretion vizio di motivazione Code of Criminal Procedure procedural costs judicial review limits bancarotta fraudolenta

Disposizioni normative citate

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Art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
3 della sentenza impugnata); Ritenuto che il suddetto motivo di ricorso è, altresì, generico per indeterminatezza perché privo dei requisiti prescritti dall'art. 581, comma 1, lett.
Art. 132 cod. pen.
Art. 133 cod. pen.
Art. 216, comma 1, n. 2 R.D. n. 267/1942
Art. 223 R.D. n. 267/1942
Art. 219 R.D. n. 267/1942

Giurisprudenza citata

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Consolidated case law regarding sentencing discretion
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CAMPANILE VITTORIO nato a NAPOLI il 13/09/1976 avverso la sentenza del 14/01/2025 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere EGLE PILLA; Rilevato che Vittorio Campanile ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli che ha confermato la condanna dell'imputato per il reato di bancarotta fraudolenta di cui agli artt. 216, comma 1, n. 2, 223 e 219 R.D. n. 267/1942; Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, che denunzia vizio di motivazione in punto di determinazione della pena, non è consentito dalla legge in sede di legittimità ed è manifestamente infondato perché, secondo l'indirizzo consolidato della giurisprudenza, la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti e per fissare la pena base rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen.

Nella specie, l'onere argomentativo del giudice è adeguatamente assolto attraverso un congruo riferimento agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti (si veda, in particolare pag. 3 della sentenza impugnata); Ritenuto che il suddetto motivo di ricorso è, altresì, generico per indeterminatezza perché privo dei requisiti prescritti dall'art. 581, comma 1, lett.

c) cod. proc. pen. in quanto, a fronte di una motivazione della sentenza impugnata logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo al giudice dell'impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato; Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Così dec