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Ordinanza — n. 32956/2025 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal for criminal conviction due to non-exhausted grounds in second instance.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 32956/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal inadmissible, ordering the appellant to pay court costs and a fine. The appellant challenged a second-instance conviction for the crime in Article 336 of the Penal Code, arguing for total mental incapacity, lack of culpability due to minor offense severity, and conditional suspension of the sentence. The court rejected these claims because they were either already evaluated by the lower court, merely reproduced criticisms without new evidence, or were too generic to warrant re-examination.

Regesto Legislator

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Art. 336 cod. pen.; Art. 360, para. 1, lett. a) c.p.p.: Appeals must be based on specific grounds not already addressed or substantiated in the second instance judgment; generic or repetitive arguments fail to meet admissibility requirements.

Parole chiave

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criminal appeal inadmissibility Article 336 Penal Code mental incapacity defense conditional sentence suspension repetitive appellate arguments court costs and fine second instance review pena con condizionale parziale

Disposizioni normative citate

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Art. 336 cod. pen.
8324/2025 CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per il reato previsto dall'art. 336 cod.
Art. 360, para. 1, lett. a) c.p.p.
art. 336 cod. pen
8324/2025 CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per il reato previsto dall'art. 336 cod.
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BALDASSARRI MARIO NUBIO nato a RIMINI il 05/01/1950 avverso la sentenza del 13/09/2024 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere PIETRO SILVESTRI; R.G. n. 8324/2025 CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per il reato previsto dall'art. 336 cod. pen.); Esaminati i motivi di ricorso, relativi al giudizio di responsabilità, al mancato riconoscimento del vizio totale di mente, della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e della sospensione condizionale della pena;

Ritenuti i motivi inammissibili perché non dedotti in appello (quarto motivo, relativo alla sospensione condizionale della pena), ovvero perché, da una parte, meramente riproduttivi di censure già adeguatamente valutate dai Giudici di merito e sostanzialmente volti a sollecitare una diversa valutazione delle prove e una diversa ricostruzione dei fatti, e, dall'altra, obiettivamente generici o sin dalla loro proposizione in appello (terzo motivo) ovvero perché generici rispetto alla motivazione della sentenza impugnata con la quale non si confrontano (primo motivo, secondo motivo in cui non è obiettivamente chiaro perché, sulla base della relazione di consulenza, dovrebbe essere riconosciuto il vizio totale di mente e non il vizio parziale);

Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 6 giugn