Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to lack of unified intent and improper burden of proof allocation.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared Carmine Di Mauro's appeal inadmissible, ordering him to pay procedural costs and a fine. The court found the arguments regarding a unified criminal intent were baseless, citing established precedent that requires concrete indicators like spatial-temporal proximity and systematic planning, which were absent here. Furthermore, the court rejected the claim that the convicted party need not prove the existence of a single criminal design, affirming that the burden of proof rests on the appellant initiating the execution incident.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 600 c.p.p.; Art. 601 c.p.p.: The burden of proving a unified criminal design rests on the appellant, requiring concrete indicators such as spatial-temporal proximity and systematic planning; mere presence of some indicators is insufficient if subsequent crimes result from temporary determination.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DI MAURO CARMINE nato a NAPOLI il 31/07/1975 avverso l'ordinanza del 17/03/2025 della CORTE APPELLO di SALERNOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere CARMINE RUSSO; Ritenuto in fatto e considerato in diritto Rilevato che Carmine Di Mauro ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione; Ritenuto che: - gli argomenti dedotti nel ricorso sono manifestamente infondati, in quanto in contrasto con la consolidata giurisprudenza della Corte di legittimità in punto di individuazione dei criteri da cui si può desumere l'esistenza di una volizione unitaria (cfr.
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074: il riconoscimento della continuazione, necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l'omogeneità delle violazioni e del bene protetto, la contiguità spazio-temporale, le singole causali, le modalità della condotta, la sistematicità e le abitudini programmate di vita, e del fatto che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali, non essendo sufficiente, a tal fine, valorizzare la presenza di taluno degli indici suindicati se i successivi reati risultino comunque frutto di determinazione estemporanea), atteso che la distanza temporale, la distanza spaziale, la diversità di correi, la diversità di oggetto materiale dell'azione di furto, sono tutti elementi da cui in modo non illogico è stata ritenuta l'inesistenza di una volizione unitaria; - neanche è corretta la deduzione del ricorso secondo cui non spetta al condannato dover allegare l'esistenza degli elementi che indurrebbero a sostenere l'esistenza di una volizione unitaria, in quanto, al contrario, la giurisprudenza di legittimità ritiene che l'onere della allegazione dell'esistenza del "medesimo disegno criminoso", in conformità alle regole generali, grava su chi la afferma, e quindi, in definitiva, sul condannato, se questi è l'istante che ha determinato l'apertura dell'incidente di esecuzione (cfr.
Sez. 1, n. 35806 del 20/04/2016, D'Amico: Rv. 267580 - 01). Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma determinata, in via equitativa, nella misura indicata in dispositivo;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso