Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 25864/2025 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 25864/2025 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 25864/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DIA BAYEMODOU nato il 23/12/1998 avverso la sentenza del 20/01/2025 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere TIZIANO MASINI; Rilevato che Dia Bayemodou ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Milano che ha confermato la pronunzia di primo grado per i delitti di tentato furto aggravato e false dichiarazioni sull'identità personale; Considerato che l'unico motivo del ricorso - con il quale il ricorrente si duole della violazione di legge e del vizio di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza della recidiva contestata e alla concessione delle attenuanti generiche in regime di equivalenza - è inammissibile in quanto riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dalla Corte territoriale alla luce della personalità del soggetto nonché delle condanne pregresse anche in considerazione del fatto che il reato in contestazione, posto in essere a poca distanza di tempo dal passaggio in giudicato della precedente sentenza, è della medesima specie di quello precedentemente commesso (si veda, in particolare, pagine 3 e ss. del provvedimento impugnato);

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Ordinanza — n. 25864/2025 — snpen · Corte di Cassazione: Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Parole chiave

Generato dall'IA
inganno sull'identità denuncia mendace false dichiarazioni senza giuramento azione civile gravi addebiti penali tentata truffa
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DIA BAYEMODOU nato il 23/12/1998 avverso la sentenza del 20/01/2025 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere TIZIANO MASINI; Rilevato che Dia Bayemodou ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Milano che ha confermato la pronunzia di primo grado per i delitti di tentato furto aggravato e false dichiarazioni sull'identità personale; Considerato che l'unico motivo del ricorso - con il quale il ricorrente si duole della violazione di legge e del vizio di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza della recidiva contestata e alla concessione delle attenuanti generiche in regime di equivalenza - è inammissibile in quanto riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dalla Corte territoriale alla luce della personalità del soggetto nonché delle condanne pregresse anche in considerazione del fatto che il reato in contestazione, posto in essere a poca distanza di tempo dal passaggio in giudicato della precedente sentenza, è della medesima specie di quello precedentemente commesso (si veda, in particolare, pagine 3 e ss. del provvedimento impugnato);

Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.