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Ordinanza — n. 19269/2025 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal against conviction for habitual illegal parking due to lack of procedural grounds.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 19269/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal inadmissible, confirming the lower court's conviction for habitual illegal parking. The appellant argued for legal violations regarding evidence and sentencing, but the court found these arguments lacked merit and touched upon matters of fact reserved for the trial court. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay procedural costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 366 c.p.p.; Art. 7 comma 15 bis cod. strada: The Court of Cassation cannot review the evidentiary weight of facts or the substantive reconstruction of events, limiting its jurisdiction to manifest legal errors or procedural violations.

Parole chiave

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inadmissible appeal habitual illegal parking procedural limits evidentiary weight substantive review guida nonostante revoca della patente guida recidiva in stato di ebbrezza violazione del divieto di sosta

Disposizioni normative citate

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Art. 7 comma 15 bis cod. strada
Quanto alla censura relativa alla presunta violazione dell'art. 7 comma 15 bis cod. strada, la stessa appare manifestamente infondata.
Art. 366 c.p.p.
Art. 131 bis cod.pen.
Art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8
5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n.
art. 131 bis cod.pen

Giurisprudenza citata

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Cass., sez. 7 n. 2883 del 2025
in tal senso Cass., sez. 7 n. 2883 del 2025).
Sez. 7, n. 30502 del 10/07/2024
La Corte territoriale ha correttamente applicato il principio secondo cui (Sez. 7, n. 30502 del 10/07/2024 Rv.
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: TORRES MAURIZIO nato a PALERMO il 11/11/1971 avverso la sentenza del 10/12/2024 della CORTE APPELLO di PALERMOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere DANIELA CALAFIORE;

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Palermo ha confermato la decisione del Tribunale della stessa sede dell'Il aprile 2024, con la quale TORRES MAURIZIO era stato condannato alla pena di mesi sei di arresto ed euro 2000 di ammenda in ordine al reato di cui all'art. 7 comma 15 bis CdS, commesso in Palermo il 1° ottobre 2019.

2. Rilevato che il primo motivo, con cui ha dedotto la violazione di legge e il vizio di motivazione in ordine alla affermazione della responsabilità, è manifestamente infondato e comunque volto a sottoporre alla Corte di legittimità un inammissibile sindacato sulla efficacia dimostrativa del compendio probatorio. La Corte d'appello ha dato atto, in maniera logica e coerente, che l'istruttoria aveva chiarito come il ricorrente avesse dato indicazione su dove posteggiare l'auto e come pertanto stesse esercitando l'attività di parcheggiatore abusivo dopo essere già incorso in analoga violazione nel 2018: a nulla rileva il fatto che, al momento dell'osservazione della polizia giudiziaria, gli automobilisti interessati fossero uno o più (cfr. in tal senso Cass., sez. 7 n. 2883 del 2025).

La questione proposta dal ricorrente non investe profili di legittimità, bensì di merito della ricostruzione fattuale, inibito in questa sede. Quanto alla censura relativa alla presunta violazione dell'art. 7 comma 15 bis cod. strada, la stessa appare manifestamente infondata. La Corte territoriale ha correttamente applicato il principio secondo cui (Sez. 7, n. 30502 del 10/07/2024 Rv. 286879 - 01) in tema di guida senza patente, per la prova della recidiva nel biennio, idonea ad escludere il reato dalla depenalizzazione ai sensi dell'art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8, non è necessario produrre un'attestazione documentale della definitività dell'accertamento del pregresso illecito, ma è sufficiente un elemento di prova, accompagnato dalla mancata allegazione, da parte del ricorrente, della deduzione di aver presentato un ricorso avverso l'irrogazione della sanzione o una richiesta di oblazione che non sia stata respinta, fermo restando il principio secondo cui la prova della definitività dell'accertamento è a carico dell'accusa, sicché la relativa dimostrazione può essere fornita con elementi di sicuro valore probatorio da cui risalire, in mancanza di allegazioni contrarie da parte dell'interessato, alla certezza della definitività della preg ressa violazione amministrativa, il previo accertamento definitivo di un illecito amministrativo può legittimamente costituire presupposto per la configurabilità di un reato, quando la condotta successivamente attuata — dopo l'entrata in vigore della nuova norma incriminatrice — integri autonomamente la fattispecie penale.

3. Non superano il vaglio di ammissibilità sia il motivo relativo alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, posto che i giudici di merito hanno verificato l'assenza di elementi positivi in tal senso, che quello relativo al diniego del riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131 bis cod.pen., correttamente negata in ragione della documentata abitualità della condotta attestata anche dai precedenti penali specifici.

4. Ritenuto, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese' processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.