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Ordinanza — n. 16580/2025 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed as inadmissible for attacking merits without specific evidence mischaracterization.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 16580/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal inadmissible because it sought a substantive review of factual evaluations without alleging specific evidence mischaracterizations. The appellant attempted to apply the 'beyond reasonable doubt' standard to challenge the lower court's reasoning, which the Court ruled cannot serve as a ground for legal violation in this context. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay procedural costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.; Art. 533 c.p.p.: The 'beyond reasonable doubt' standard cannot be used to challenge a judgment's reasoning as a violation of law, as it requires the appellate court to independently evaluate evidence sources, exceeding its powers.

Parole chiave

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inadmissibility appeal substantive review merits evidence mischaracterization beyond reasonable doubt procedural costs fine motivazione inadeguata delle censure costituzionali minaccia nel diritto penale motivi di cassazione

Disposizioni normative citate

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Art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Art. 533 c.p.p.
264174); che, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, il parametro di valutazione di cui all'art. 533 cod.
Art. 612, comma 2, c.p.
Art. 61, n. 5, c.p.
- che, con l'impugnata sentenza, la Corte di appello di Genova ha parzialmente riformato - escludendo l'aggravante di cui all'art. 61, n.
art. 533 cod. proc. pen
264174); che, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, il parametro di valutazione di cui all'art. 533 cod. proc. pen.

Giurisprudenza citata

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Sez. U, n. 12 del 31/05/2000
Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997
Sez. U, n. 24 del 24/11/1999
207944), e in presenza, comunque, di un apparato motivazionale che non si espone a rilievi di carenza o di illogicità di macroscopica evidenza (Sez. U, n. 24 del 24/11/1999, Rv.
Sez. 3, n. 24574 del 12/03/2015, Zonfrilli
pen., richiedendo così al giudice di legittimità un'autonoma valutazione delle fonti di prova che esula dai suoi poteri (Sez. 3, n. 24574 del 12/03/2015, Zonfrilli, Rv.
Sez. 2, n. 28957 del 03/04/2017, D'Urso e altri
ha ampi margini di operatività solo nella fase di merito, quando può essere proposta una ricostruzione alternativa, mentre in sede di legittimità tale regola rileva solo allorché la sua inosservanza si traduca in una manifesta illogicità della motivazione (Sez. 2, n. 28957 del 03/04/2017, D'Urso e altri, Rv.
Sez. 7, n. 7852 del 16/07/2020, Ara
Sez. 7, n. 7852 del 16/07/2020, Ara, Rv.
Sez. 7, n. 23092 del 18/02/2015, Fratello
281308; Sez. 7, n. 23092 del 18/02/2015, Fratello, Rv.
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: FERRANDO MASSIMO nato a GENOVA il 06/08/1956 avverso la sentenza del 14/10/2024 della CORTE APPELLO di GENOVAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere PIERANGELO CIRILLO;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

- che, con l'impugnata sentenza, la Corte di appello di Genova ha parzialmente riformato - escludendo l'aggravante di cui all'art. 61, n. 5, cod. pen. e rideterminando la pena - la pronuncia di primo grado con la quale Ferrando Massimo era stato condannato per il reato di cui agli artt. 612, comma 2, e 61, n. 5, cod. pen.; - che, avverso detta sentenza, l'imputato ha proposto ricorso per cassazione, a mezzo del proprio difensore; - che il ricorrente, con l'unico motivo di ricorso ha articolato alcune censure che sono all'evidenza dirette a ottenere un inammissibile sindacato sul merito delle valutazioni effettuate dalla Corte territoriale e una pronuncia su una diversa ricostruzione dei fatti, al di fuori dell'allegazione di specifici travisamenti di prove (Sez.

U, n. 12 del 31/05/2000, Rv. 216260 e n. 6402 del 30/04/1997, Rv. 207944), e in presenza, comunque, di un apparato motivazionale che non si espone a rilievi di carenza o di illogicità di macroscopica evidenza (Sez. U, n. 24 del 24/11/1999, Rv. 214794), né di inesatta applicazione della legge penale, come evincibile dal tenore delle argomentazioni esposte nella sentenza impugnata; che, quanto alla regola «dell'oltre ogni ragionevole dubbio», invocata dal ricorrente, in linea con la giurisprudenza di questa Corte, va ricordato che essa non può essere adoperata quale parametro di violazione di legge, perché in tal modo si finirebbe per censurare la motivazione al di là dei casi di cui all'art. 606, comma 1, lett.

e) cod. proc. pen., richiedendo così al giudice di legittimità un'autonoma valutazione delle fonti di prova che esula dai suoi poteri (Sez. 3, n. 24574 del 12/03/2015, Zonfrilli, Rv. 264174); che, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, il parametro di valutazione di cui all'art. 533 cod. proc. pen. ha ampi margini di operatività solo nella fase di merito, quando può essere proposta una ricostruzione alternativa, mentre in sede di legittimità tale regola rileva solo allorché la sua inosservanza si traduca in una manifesta illogicità della motivazione (Sez. 2, n. 28957 del 03/04/2017, D'Urso e altri, Rv. 270108); - che la memoria dell'avv.

Arturo Bava non contiene argomentazioni che consentano di superare l'originario vaglio di inammissibilità del ricorso; - che è inammissibile la richiesta di parte civile di condanna del ricorrente alla rifusione delle spese, perché l'attività difensiva della parte si è esaurita nella redazione di una memoria depositata oltre il termine di quindici giorni prima dell'udienza (cfr. Sez. 7, n. 7852 del 16/07/2020, Ara, Rv. 281308; Sez. 7, n. 23092 del 18/02/2015, Fratello, Rv. 26364); - che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende;

P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Nulla per le spese di parte civile. Così deciso, il 9 aprile 2025 Il Consigliere estenso