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Ordinanza — n. 15399/2025 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 15399/2025 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 15399/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: RODRIGUEZ PEREZ ARION nato il 30/01/1988 avverso la sentenza del 05/12/2024 della CORTE APPELLO di GENOVAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere LOREDANA MICCICHE'; Rodriguez Perez Jairon ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che lo ha riconosciuto colpevole del reato di illecita detenzione di stupefacenti. A motivo del ricorso lamenta vizio di motivazione in ordine alla assenza di valutazione degli atti ai fini del proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. Il ricorso è inammissibile. La prospettata censura è generica e aspecifica, non tenendo conto della satisfattiva e giuridicamente corretta motivazione della sentenza impugnata. Va allora rammentato che l'impugnazione è inammissibile per genericità dei motivi se manca ogni indicazione della correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'atto di impugnazione, che non può ignorare le affermazioni del provvedimento censurato, senza cadere nel vizio di aspecificità (Sez. 4, n. 34270 del 03/07/2007, Rv. 236945, Scicchitano;

Regesto Legislator

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art. 129 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 15399/2025 — snpen · Corte di Cassazione: Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, Rv. 268822, Galtelli). Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte Cost.sent.n.186/2000) consegue la condanna del ricorrente medesima al pagamento delle spese processuali e di una somma che congruamente si determina in 3000 euro, in favore della cassa delle ammende.

Parole chiave

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carenza di credibilità oggettiva mancata prova di parzialità esclusione del testimone prova dell'apolidia accertamento arbitrario dei fatti obbligo di comparizione all'udienza

Disposizioni normative citate

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art. 129 cod. proc. pen
A motivo del ricorso lamenta vizio di motivazione in ordine alla assenza di valutazione degli atti ai fini del proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.

Giurisprudenza citata

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Corte Cost.sent.n.186/2000
Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte Cost.sent.n.186/2000) consegue la condanna del ricorrente medesima al pagamento delle spese processuali e di una somma che congruamente si determina in 3000 euro, in favore della cassa delle ammende.
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: RODRIGUEZ PEREZ ARION nato il 30/01/1988 avverso la sentenza del 05/12/2024 della CORTE APPELLO di GENOVAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere LOREDANA MICCICHE';

MOTIVI DELLA DECISIONE

Rodriguez Perez Jairon ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che lo ha riconosciuto colpevole del reato di illecita detenzione di stupefacenti. A motivo del ricorso lamenta vizio di motivazione in ordine alla assenza di valutazione degli atti ai fini del proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. Il ricorso è inammissibile. La prospettata censura è generica e aspecifica, non tenendo conto della satisfattiva e giuridicamente corretta motivazione della sentenza impugnata. Va allora rammentato che l'impugnazione è inammissibile per genericità dei motivi se manca ogni indicazione della correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'atto di impugnazione, che non può ignorare le affermazioni del provvedimento censurato, senza cadere nel vizio di aspecificità (Sez. 4, n. 34270 del 03/07/2007, Rv. 236945, Scicchitano;

Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, Rv. 268822, Galtelli). Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte Cost.sent.n.186/2000) consegue la condanna del ricorrente medesima al pagamento delle spese processuali e di una somma che congruamente si determina in 3000 euro, in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di € 3.000,00 in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 2 aprile 2025 Il Consigliere estensore Il Presi nte