Cassation court dismisses appeal as inadmissible due to manifestly unfounded grounds regarding resistance charges. The appeal is rejected because the acquittal did not require new evidence. The court finds the lower court's assessment of the defendant's conduct correct. The appeal is declared inadmissible and the appellant is ordered to pay costs. The decision upholds the first-instance judgment on the facts. The court emphasizes the lack of procedural renewal for the appeal. The ruling confirms the validity of the original acquittal. The decision is final and binding on the parties involved. The court rejects the arguments presented by the appellant. The appeal fails to meet the legal requirements for admissibility.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared the appeal inadmissible because the grounds raised were manifestly unfounded under the law. The appellant argued against a first-instance acquittal, but the court found no need for renewed proceedings as the factual context remained unchanged. The lower court correctly identified the defendant's opposition to official duties, including refusing to provide identification and damaging a service vehicle, which justified the original conviction. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay procedural costs and a fine to the State.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 616 cod. proc. pen.; The appeal is inadmissible if the grounds are manifestly unfounded, as the reversal of an acquittal does not necessitate a new evidentiary phase when the original factual assessment remains valid.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
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Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: LAURENZANO COSIMO nato a EBOLI il 14/11/1992 avverso la sentenza del 28/06/2024 della CORTE APPELLO di SALERNOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere BENEDETTO PATERNO' RADDUSA; 7 letto il ricorso proposto nell'interesse di Cosimo Laurenzano avverso la sentenza in epigrafe; esaminati gli atti, il provvedimento impugnato e la memoria trasmessa dalla difesa; ritenuto che il ricorso è inammissibile perché i motivi prospettati non sono consentiti dalla legge in sede di legittimità in quanto manifestamente infondati atteso che il ribaltamento della sentenza di assoluzione resa in primo grado non presupponeva alcuna rinnovazione istruttoria perchè fondato sul medesimo contesto probatorio apprezzato erroneamente dal primo giudice rispetto alla configurabilità della resistenza contestata, avendo la Corte di appello messo in luce la condotta oppositiva diretta a contrastare l'attività d'ufficio degli operanti, messa in atto dall'imputato sia nel rifiutarsi di fornire le proprie generalità -strattonando uno dei militari intervenuti-, sia nel colpire l'auto di servizio in occasione del trasporto in Caserma finalizzato alla relativa identificazione; rilevato che all'inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all'art. 616 cod. proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle a' -nde. Così deciso in data 7 febbraio 2025.