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Ordinanza — n. 7278/2025 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to non-deducible ground regarding sentencing motivation under Italian Criminal Code.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 7278/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the cassation appeal filed by Gennaro Rainondi inadmissible because the sole ground of violation of law was not deducible at this stage. The appellant argued for a review of the sentencing motivation, but the court noted that detailed justification is only required for sentences near the maximum or above average. Since the imposed sentence was moderate, the lower court's discretion remained unreviewable, leading to the dismissal of the appeal and an order for the appellant to pay costs.

Regesto Legislator

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Art. 624 cod. pen.; Art. 133 cod. pen.: A cassation appeal based on the lack of detailed sentencing motivation is inadmissible when the imposed penalty is moderate, as the choice of a medium or minimum sentence falls within the unreviewable discretion of the trial judge.

Parole chiave

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cassation appeal inadmissibility sentencing motivation requirement moderate penalty discretion Italian Criminal Code non-deducible ground commisurazione della pena per rapina sanzioni penali revisione della sentenza penale

Disposizioni normative citate

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Art. 624 cod. pen.
Con sentenza del 4 aprile 2024 la Corte di appello di Bologna ha confermato la pronuncia del locale Tribunale del 12 dicembre 2022 con cui Rainnondi Gennaro era stato condannato alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 120,00 di multa in ordine al reato di cui all'art. 624 cod.
Art. 133 cod. pen.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).
art. 624 cod. pen
Con sentenza del 4 aprile 2024 la Corte di appello di Bologna ha confermato la pronuncia del locale Tribunale del 12 dicembre 2022 con cui Rainnondi Gennaro era stato condannato alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 120,00 di multa in ordine al reato di cui all'art. 624 cod. pen.
art. 133 cod. pen

Giurisprudenza citata

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Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro
Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv.
Sez. 4, n. 27959 del 18/06/2013, Pasquali
271243-01; Sez. 4, n. 27959 del 18/06/2013, Pasquali, Rv.
Sez. 2, n. 28852 del 08/05/2013, Taurasi
258356- 01; Sez. 2, n. 28852 del 08/05/2013, Taurasi, Rv.
Sez. 4, n. 21294 del 20/03/2013, Serratore
256464-01; Sez. 4, n. 21294 del 20/03/2013, Serratore, Rv.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: RAIMONDI GENNARO nato a ACERRA il 27/08/1982 avverso la sentenza del 04/04/2024 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO D'ANDREA;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con sentenza del 4 aprile 2024 la Corte di appello di Bologna ha confermato la pronuncia del locale Tribunale del 12 dicembre 2022 con cui Rainnondi Gennaro era stato condannato alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 120,00 di multa in ordine al reato di cui all'art. 624 cod. pen. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, lamentando, con un unico motivo, vizio di motivazione e violazione di legge con riguardo al trattamento sanzionatorio inflittogli.

2. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, in quanto proposto con motivo non deducibile in questa sede di legittimità. Il Collegio rileva, infatti, come la decisione impugnata risulti sorretta da conferente apparato argomentativo (cfr. p. 2), di pieno rispetto della previsione normativa quanto all'effettuata determinazione del trattamento sanzionatorio. Una specifica e dettagliata motivazione in merito ai criteri seguiti dal giudice nella determinazione della pena, infatti, si richiede solo nel caso in cui la sanzione sia quantificata in misura prossima al massimo edittale o comunque superiore alla media, risultando insindacabile, in quanto riservata al giudice di merito, la scelta implicitamente basata sui criteri di cui all'art. 133 cod. pen. di irrogare — come disposto nel caso di specie - una pena in misura media o prossima al minimo edittale (così, tra le altre:

Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243-01; Sez. 4, n. 27959 del 18/06/2013, Pasquali, Rv. 258356- 01; Sez. 2, n. 28852 del 08/05/2013, Taurasi, Rv. 256464-01; Sez. 4, n. 21294 del 20/03/2013, Serratore, Rv. 256197-01).

3. All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000). P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 21 novembre 2024 Il Consigliere estensore