Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to manifestly unfounded arguments on unitary criminal intent.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared the appeal by Pasquale Cecoro inadmissible, ordering him to pay procedural costs and a fine. The appellant challenged an appellate order regarding two separate crimes committed in different locations and timeframes, arguing for a unitary criminal intent. The court rejected this claim as manifestly unfounded, citing established jurisprudence that requires a single criminal design for continued offenses, noting the distinct motives and operational methods of the alleged crimes.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 609 c.p.; Art. 61 c.p.: The existence of a unitary criminal design requires a single criminal impulse or practical motive; distinct crimes committed in different places with different operational modes and motives cannot be subsumed under a single criminal intent.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CECORO PASQUALE nato a CASAL DI PRINCIPE il 22/10/1963 avverso l'ordinanza del 15/07/2024 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MICAELA SERENA CURAMI; Ritenuto in fatto e considerato in diritto Rilevato che Pasquale Cecoro ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione. Ritenuto che gli argomenti dedotti nel ricorso, sono manifestamente infondati, in quanto in contrasto con la consolidata giurisprudenza della Corte di legittimità in punto di individuazione dei criteri da cui si può desumere l'esistenza di una volizione unitaria (cfr.
Sez. U, Sentenza n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074 - 01). Osservato che l'ordinanza impugnata, con argomentazioni puntuali e chiaramente espresse, ha correttamente rilevato e giustificato con compiutezza e logicità argomentativa la ritenuta insussistenza del medesimo disegno criminoso, accomunante i reati giudicati con le due sentenze oggetto dell'istanza del ricorrente, attenenti rispettivamente ad una calunnia (a mezzo di presentazione di una falsa denuncia di smarrimento di assegno), commessa in Castelnuovo Rangone il 08/06/2009, e la seconda ad una simulazione di reato e truffa commessi in Modena ed Udine nel luglio-agosto 2011; il G.E. ha in particolare osservato come tra i fatti, commessi in luoghi diversi, fosse intercorso un notevole lasso temporale, e fossero caratterizzati da differenti modalità operative, incompatibili con l'esistenza di un'unica ideazione;
Considerato che consolidata è l'affermazione della radicale diversità dell'identità della spinta criminosa o del movente pratico (es. fine di lucro o di profitto) alla base di plurime violazioni della legge penale rispetto alla unicità del disegno criminoso richiesto per la configurabilità del reato continuato. Preso atto che le censure, oltre a denunciare asserito difetto di motivazione non emergente dalla lettura del provvedimento impugnato, attengono tutte al merito e invocano, sostanzialmente, una nuova valutazione in fatto, non consentita in sede di legittimità.
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma determinata, in via equitativa, nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Co