Cassation appeal dismissed for inadmissibility as it challenges factual evaluation reserved to the trial court.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe court declared the cassation appeal inadmissible because the appellant challenged the trial court's factual findings regarding drug trafficking intent. The appellate court inferred the purpose of sale from the defendant's possession of large quantities of marijuana outside his home without reasonable cause. Since these determinations involve the evaluation of evidence and fact-finding reserved to the court of first instance, the Supreme Court cannot review them.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 360, n. 5 c.p.p.; Art. 360, n. 6 c.p.p.: Appeals challenging the court of first instance's evaluation of evidence and reconstruction of facts are inadmissible as they fall outside the scope of admissible legal grievances.
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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: TOSI ALDO PIO nato a CROTONE il 19/02/1998 avverso la sentenza del 06/03/2024 della CORTE APPELLO di CATANZAROdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARIA BEATRICE MAGRO; Tosi Aldo Pio ricorre per cassazione avverso sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R.309/1990, deducendo, con il primo motivo di ricorso, violazione di legge in ordine all'affermazione della responsabilità, essendo la sostanza stupefacente destinata ad uso personale e, con il secondo motivo, vizio della motivazione in ordine alla affermata finalità di spaccio.
Il ricorso è basato su motivi che non rientrano nel numerus clausus delle censure deducibili in sede di legittimità, investendo profili di valutazione della prova e di ricostruzione del fatto riservati alla cognizione del giudice di merito, le cui determinazioni, al riguardo, sono insindacabili in cassazione ove siano sorrette da motivazione congrua, esauriente ed idonea a dar conto dell'iter logico-giuridico seguito dal giudicante e delle ragioni del decisum. Nel caso di specie, la Corte d'appello ha inferito la sussistenza della finalità di spaccio dalle modalità della detenzione della sostanza stupefacente, posto che l'imputato veniva sorpreso fuori dalla propria abitazione, detenendo sulla propria persona, grammi 26 e grammi 28, da cui sono ricavabili rispettivamente 109 dosi ed ulteriori 90 dosi di sostanza stupefacente del tipo marijuana suddivisa in due involucri, senza alcun ragionevole motivo ed esponendosi così al rischio di essere sottoposto a controllo della polizia giudiziaria.
Dalle cadenze motivazionali della sentenza d'appello è quindi enucleabile una ricostruzione dei fatti precisa e circostanziata, avendo i giudici di secondo grado preso in esame tutte le deduzioni difensive ed essendo pervenuti alla decisione attraverso una disamina completa ed approfondita delle risultanze processuali, in nessun modo censurabile sotto il profilo della correttezza logica, e sulla base di apprezzamenti di fatto non qualificabili in termini di contraddittorietà o di manifesta illogicità e perciò insindacabili in questa sede. Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila, determinata secondo equità in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle a