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Ordinanza — n. 3274/2025 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for lack of specific grounds regarding statutory provisions on criminal penalties.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 3274/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal inadmissible due to a lack of specific grounds required by procedural law. The appellant argued violations of articles 81, 62-bis, 69, and 133 of the Penal Code, but the court found these arguments generic and unrelated to the specific reasoning of the lower court. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay court costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 581 cod. proc. pen.; Art. 81, 62-bis, 69, 133 cod. pen.: An appeal must contain specific grounds linking the alleged legal violation to the specific reasoning of the contested decision; generic complaints or arguments unrelated to the lower court's explicit reasoning are inadmissible.

Parole chiave

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lack of specific grounds inadmissible appeal penal code provisions procedural requirements court costs and fine reiterazione di reati penali motivazione inadeguata delle censure costituzionali motivi di cassazione

Disposizioni normative citate

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Art. 581 cod. proc. pen.
pen., è privo dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall'art. 581 cod.
Art. 81 cod. pen.
Letto il ricorso presentato nell'interesse di Antonio Manduca; ritenuto che il primo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge in relazione all'art. 81 cod. pen., è privo dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall'art.
Art. 62-bis cod. pen.
Art. 69 cod. pen.
Art. 133 cod. pen.
art. 81 cod. pen
Letto il ricorso presentato nell'interesse di Antonio Manduca; ritenuto che il primo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge in relazione all'art. 81 cod. pen., è privo dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall'art.
art. 581 cod. proc. pen
pen., è privo dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall'art. 581 cod.

Giurisprudenza citata

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Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv.
Sez. 2, n. 10033 del 07/12/2022, Qomiha Mounir
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: MANDUCA ANTONIO nato a ROMA il 05/04/1959 avverso la sentenza del 15/04/2024 della CORTE APPELLO di BRESCIAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE COSCIONI;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso presentato nell'interesse di Antonio Manduca; ritenuto che il primo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge in relazione all'art. 81 cod. pen., è privo dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall'art. 581 cod. proc. pen.; che, invero, la mancanza di specificità dei motivi deve essere apprezzata non solo intrinsecamente, ovverosia per la genericità e indeterminatezza delle ragioni di fatto e diritto a sostegno della censura, ma anche estrinsecamente, per l'apparenza degli stessi allorquando, non essendovi correlazione tra la complessità delle ragioni argomentate nella decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione, omettano di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso; che, nella specie, i giudici del merito hanno ampiamente vagliato e disatteso, con corretti argomenti logici e giuridici (cfr.

Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074 - 01; Sez. 2, n. 10033 del 07/12/2022, dep. 2023, Qomiha Mounir, Rv. 284420 - 01: "In tema di applicazione della continuazione, l'identità del disegno criminoso, che caratterizza l'istituto disciplinato dall'art. 81, comma secondo, cod. pen., postula un programma di condotte illecite previamente ideato e voluto, ma non si identifica con la semplice estrinsecazione di un genere di vita incline al reato"), le doglianze difensive dell'appello, meramente riproposte in questa sede (si veda, in particolare, pag. 11); considerato che gli ulteriori i motivi, con i quali si deduce la violazione di legge in relazione agli artt. 62-bis, 69 e 133 cod. pen., oltre ad essere privi di concreta specificità, non sono consentiti in quanto inerenti al trattamento punitivo benché sorretto da sufficiente e non illogica argomentazione; che, in relazione alle circostanze attenuanti generiche, non è necessario che il giudicante, nel motivare il mancato riconoscimento delle stesse, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente un congruo riferimento agli elementi negativi ritenuti decisivi o rilevanti ovvero all'assenza di elementi positivi, rimanendo disattesi e superati tutti gli altri da tale valutazione; che, quanto alla dosimetria della pena, l'onere argomentativo può ritenersi adeguatamente assolto attraverso il richiamo agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti ovvero attraverso espressioni del tipo "pena congrua", "pena equa" o "congruo aumento", non essendo necessaria una specifica e dettagliata motivazione nel caso in cui venga irrogata una pena inferiore alla media edittale;

• che, nel caso di specie, i giudici dell'appello hanno correttamente esercitato la discrezionalità attribuita, ampiamente esplicitando le ragioni del loro convincimento (si veda, in particolare, pag. 11); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.