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Sentenza — n. 15926/2025 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 15926/2025 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 15926/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Marsala avverso l'ordinanza del 07/11/2024 del Tribunale di Palermo nel procedimento a carico di: Accardi Sara, nata a MARSALA il 11/05/1989 Udita la relazione svolta dal Consigliere Benedetto Paterno' Raddusa ; lette le conclusioni del Sostituto Procuratore generale CRISTINA MARZAGALLI che ha chiesto l'annullamento del provvedimento impugnato con rinvio al Tribunale di Palermo

Regesto Legislator

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art. 310 cod. proc. pen; Sentenza — n. 15926/2025 — snpen · Corte di Cassazione: la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Marsala avverso l'ordinanza del 07/11/2024 del Tribunale di Palermo nel procedimento a carico di: Accardi Sara, nata a MARSALA il 11/05/1989 Udita la relazione svolta dal Consigliere Benedetto Paterno' Raddusa ; lette le conclusioni del Sostituto Procuratore generale CRISTINA MARZAGALLI che ha chiesto l'annullamento del provvedimento impugnato con rinvio al Tribunale di Palermo

Parole chiave

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ricusazione del pubblico ministero sospensione dell'istruzione censure procedurali domanda di protezione provvisoria azione di convalida del sequestro difetto di legittimazione del ministero pubblico

Disposizioni normative citate

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art. 310 cod. proc. pen
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Marsala avverso l'ordinanza del 07/11/2024 del Tribunale di Palermo nel procedimento a carico di: Accardi Sara, nata a MARSALA il 11/05/1989 Udita la relazione svolta dal Consigliere Benedetto Paterno' Raddusa ; lette le conclusioni del Sostituto Procuratore generale CRISTINA MARZAGALLI che ha chiesto l'annullamento del provvedimento impugnato con rinvio al Tribunale di Palermo

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Rilevato che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Marsala ha applicato nei confronti di Sara Accardi l'obbligo di dimora nel comune di residenza ritenendone la gravità indiziaria quanto alla corruzione impropria contestata alla stessa in concorso con altri soggetti e ciò alla luce del rischio di recidiva e di inquinamento probatorio in origine ritenuti; rilevato, ancora, che avverso l'ordinanza genetica è stato interposto riesame e che il Tribunale di Palermo, con il provvedimento descritto in epigrafe, ha annullato la misura applicata alla Accardi per la ritenuta insussistenza della gravità indiziaria; rilevato che con il ricorso che occupa la Procura della Repubblica preso ìl Tribunale di Marsala ha impugnato tale ultimo provvedimento contestando la motivazione resa sia perché manifestamente illogica, sia per avere il Tribunale integralmente trascurato emergenze indiziarie messe in luce nel provvedimento annullato che davano conto del patto illecito contestato e del coinvolgimento nel fatto della Accardi, figlia del pubblico ufficiale corrotto, Michele Maurizio Accardi; rilevato, infine, che nel ricorso la parte pubblica ricorrente ha evidenziato che l'annullamento era stato giustificato unicamente per ragioni afferenti alla gravità indiziaria e che in coerenza dovevano ritenersi del tutto immutate le esigenze cautelari in origine giustificative della misura adottata; ritenuto che di contro gravava sulla parte pubblica ricorrente l'onere di puntualizza re la perdurante sussistenza delle esigenze da cautelare utili a giustificare l'intervento in prevenzione che con il ricorso in esame si mira a ristabilire; ritenuto, infatti, che, secondo la giurisprudenza di questa Corte, alla quale il Collegio mostra di aderire, il pubblico ministero che impugni l'ordinanza che, in sede di appello ex art. 310 cod. proc. pen., abbia annullato la misura cautelare per difetto di gravità indiziaria, deve indicare, a pena di inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, le ragioni a sostegno dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari, laddove la misura riguardi reati per i quali non opera, come nel caso a mano, la presunzione di cui all'art. 275, comma 3, cod. proc. pen. (Sez. 6 , Sentenza n. 43948 del 21/09/2023, Rv. 285400;Sez. 2 , Sentenza n. 6027 del 10/01/2024, Rv. 285867, principio ribadito in motivazione da Sez. 6, Sentenza n. 42287 del 2024;Sez. 2, Sentenza n. 41971 del 2024;Sez. 4, Sentenza n 31192 del 2024;

Sez. 6, Sentenza n. 14043 del 2024); ritenuta in coerenza l'inammissibilità dell'impugnazione;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il rico