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Sentenza — n. 7094/2025 — snpen Generato dall'IA

Italian court dismisses appeal against seizure order, upholding probable illicit origin of gold jewelry.

Numero d'incarto Sentenza — n. 7094/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation rejected the appeal filed by Oreste Di Seri against the GIP's order denying opposition to a seizure of gold jewelry. The appellant argued for vitiating motivations regarding the illicit origin of the goods and claimed the order failed to provide reasons for referencing the retrial court's decision. The court ruled the appeal unfounded because the original order contained adequate, albeit brief, reasoning based on the investigation's complexity and the high probability of illicit provenance, which remains subject to the victim's recognition.

Regesto Legislator

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Art. 263, comma 5, cod. proc. pen.; Art. 173 disp. att. cod. proc. pen.: The court's summary motivation for maintaining a seizure based on probable illicit origin is sufficient when the investigation is complex and the goods are likely stolen, without requiring exhaustive detail if the reasoning aligns with prior rulings.

Parole chiave

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sequestro probatorio provenienza illecita motivazione sintetica codice di procedura penale ricorso a mezzo del difensore inutilizzabilità delle prove illecite causa di sequestro verosimiglianza della persecuzione

Disposizioni normative citate

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Art. 263, comma 5, cod. proc. pen.
Con l'ordinanza indicata in epigrafe, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha rigettato l'opposizione al decreto di sequestro probatorio di monili in oro, formulata ai sensi dell'art. 263, comma 5, cod. proc. pen.
Art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Art. 240 bis cod. pen.
Tale valutazione, come correttamente rilevato dal Procuratore Generale, non si pone in contrasto con quella contenuta nell'ordinanza emessa 1'11 aprile 2024 dallo stesso Tribunale del riesame, che si fonda su argomentazioni specificamente riferibili al sequestro ex art. 240 bis cod.
art. 240 bis cod. pen
Tale valutazione, come correttamente rilevato dal Procuratore Generale, non si pone in contrasto con quella contenuta nell'ordinanza emessa 1'11 aprile 2024 dallo stesso Tribunale del riesame, che si fonda su argomentazioni specificamente riferibili al sequestro ex art. 240 bis cod.
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Testo completo

seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: DI SERI ORESTE nato a ROMA il 05/02/1965 avverso l'ordinanza del 04/07/2024 del GIP TRIBUNALE di ROMAudita la relazione svolta dal Consigliere ANNA MARIA GLORIA MUSCARELLA; letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Procuratore Generale Antonio Balsamo, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con l'ordinanza indicata in epigrafe, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha rigettato l'opposizione al decreto di sequestro probatorio di monili in oro, formulata ai sensi dell'art. 263, comma 5, cod. proc. pen.

2. Contro l'ordinanza Oreste Di Seri propone ricorso a mezzo del difensore di fiducia, avv. Alessandro De Federicis, affidato a due motivi, di seguito sintetizzati ai sensi dell'art.173 disp. att. cod. proc. pen. 2.1 II primo motivo di ricorso lamenta vizi motivazionali nella parte in cui il provvedimento impugnato ritiene evidente e probabile la provenienza illecita dei beni in sequestro. 2.2 Il secondo motivo di ricorso lamenta l'omessa motivazione nella parte in cui l'ordinanza impugnata rinvia a quella del Tribunale del riesame.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è nel suo complesso infondato.

2. Il primo motivo di ricorso è manifestamente infondato, giacché il provvedimento impugnato contiene una motivazione sintetica ma adeguata sulla necessità di mantenere il sequestro a fini di prova, in considerazione della complessità dell'indagine e della assai probabile provenienza delittuosa dei beni, da sottoporre ancora al riconoscimento da parte della persona offesa.

3. Il secondo motivo di ricorso è infondato. Il provvedimento impugnato richiama anche il provvedimento emesso dal Tribunale del riesame, che ha confermato l'ordinanza genetica, affermando che vi è corrispondenza tipologica tra i beni rubati e i preziosi rinvenuti nella disponibilità dell'indagato. Tale valutazione, come correttamente rilevato dal Procuratore Generale, non si pone in contrasto con quella contenuta nell'ordinanza emessa 1'11 aprile 2024 dallo stesso Tribunale del riesame, che si fonda su argomentazioni specificamente riferibili al sequestro ex art. 240 bis cod. pen., richiesto dal Pubblico Ministero sui monili non oggetto di riconoscimento.

4. Al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Così deciso in Ro