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Sentenza — n. 30897/2025 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 30897/2025 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 30897/2025 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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Con la sentenza impugnata il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trieste dichiarava non doversi procedere nei confronti di Ingrid Petaros per il reato di cui all’art. 493-ter cod. pen. in quanto estinto per intervenuta remissione di querela. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte di appello di Trieste articolando un unico motivo con il quale si deduce la violazione degli artt. 493- ter cod. pen. e 50 cod. proc. pen. Osserva il ricorrente che il delitto di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante, contestato all’imputata, è procedibile d’ufficio secondo la regola generale dettata dall’art. 50, comma 2, del codice di rito, non essendovi alcuna diversa previsione normativa in merito alla procedibilità a querela di tale fattispecie di reato.

Regesto Legislator

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art. 493-ter cod. pen, artt. 493- ter cod. pen; Sentenza — n. 30897/2025 — snpen · Corte di Cassazione: 493-ter cod. pen. in quanto estinto per intervenuta remissione di querela. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte di appello di Trieste articolando un unico motivo con il quale si deduce la violazione degli artt. 493- ter cod. pen. e 50 cod. proc. pen. Osserva il ricorrente che il delitto di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante, contestato all’imputata, è procedibile d’ufficio secondo la regola generale dettata dall’art. 50, comma 2, del codice di rito, non essendovi alcuna diversa previsione normativa in merito alla procedibilità a querela di tale fattispecie di reato.

Parole chiave

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ammortamento del debito legittimazione per agire in via esecutiva condono delle spese procedurali retrocessione di credito ritiro dell'azione giudiziaria restituzione in pristino

Disposizioni normative citate

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art. 493-ter cod. pen
Con la sentenza impugnata il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trieste dichiarava non doversi procedere nei confronti di Ingrid Petaros per il reato di cui all’art. 493-ter cod. pen.
artt. 493- ter cod. pen
Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte di appello di Trieste articolando un unico motivo con il quale si deduce la violazione degli artt. 493- ter cod. pen.
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Testo completo

PDFBox: REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SECONDA SEZIONE PENALE Composta da LUIGI AGOSTINACCHIO - Presidente - Sent. n. sez. 1152/2025 MARIAPAOLA BORIO - Relatore - UP - 10/09/2025 MICHELE CALVISI R.G.N. 18323/2025 SANDRA RECCHIONE ANTONIO SARACO ha pronunciato la seguente SENTENZA Sul ricorso proposto da: Procuratore Generale presso la Corte di appello di Trieste avverso la sentenza emessa in data 19/03/2025 dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trieste emessa nei confronti di Petaros Ingrid nata a Trieste il 27/06/1964; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; preso atto che il procedimento si celebra con contraddittorio scritto, senza la presenza delle parti, in mancanza di rituale richiesta di trattazione orale secondo quanto disposto dagli artt. 610, commi 1 e 5 e 611, comma 1, cod. proc. pen.; udita la relazione svolta dal consigliere Mariapaola Borio; lette le conclusioni scritte depositate in data 23/07/2025 con le quali il Sostituto Procuratore generale, Alessandro Cimmino, ha chiesto l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata; preso atto che il difensore dell’imputata non ha depositato conclusioni scritte.

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza impugnata il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trieste dichiarava non doversi procedere nei confronti di Ingrid Petaros per il reato di cui all’art. 493-ter cod. pen. in quanto estinto per intervenuta remissione di querela.

2. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte di appello di Trieste articolando un unico motivo con il quale si deduce la violazione degli artt. 493- ter cod. pen. e 50 cod. proc. pen. Osserva il ricorrente che il delitto di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante, contestato all’imputata, è procedibile d’ufficio secondo la regola generale dettata dall’art. 50, comma 2, del codice di rito, non essendovi alcuna diversa previsione normativa in merito alla procedibilità a querela di tale fattispecie di reato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.Il ricorso è ammissibile e fondato.

2. Avverso la declaratoria di non doversi procedere l’ufficio della pubblica accusa ha proposto ricorso per cassazione che è sempre ammesso, sotto il profilo della violazione di legge (dedotto nella specie), avverso le sentenze pronunciate da organi giurisdizionali, come CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SECONDA SEZIONE PENALE Depositata in Cancelleria oggi Numero di raccolta generale 30897/2025 Roma, lì, 15/09/2025 stabilito dall’art. 606, comma 2, cod. proc. pen.

3. Tanto premesso, l’imputazione addebita a Petaros Ingrid l’indebito utilizzo della carta di credito n. 97326417 rilasciata dalla banca Monte dei Paschi di Siena intestata a Crismani Giovanni che è reato contemplato dall’art. 493-ter cod. pen., per tale fattispecie non è prevista la procedibilità a querela di parte, sicchè, ai sensi dell’art. 50, comma 2, cod. proc. pen., si procede d’ufficio.

4. La sentenza impugnata deve quindi essere annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Trieste in diversa persona fisica. P.Q.M Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Trieste, in diversa persona fisica. Così è deciso, 10/09/2025 Il Consigliere estensore Il Presidente MARIAPAOLA BORIO LUIGI AGOSTINACCHIO