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Ordinanza — n. 47165/2024 — snpen Generato dall'IA

Italian court dismisses appeal on theft conviction, upholding appellate court's refusal of generic mitigating circumstances.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 47165/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Italian Court of Cassation declared the appeal by Marius Cristea inadmissible, confirming the lower courts' conviction for theft. The appellant argued for generic mitigating circumstances, but the court ruled that the appellate judge's factual assessment of these circumstances is unchallengeable in a review proceeding. Consequently, the court upheld the denial of leniency based on the significant property damage and ordered the appellant to pay court costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 616 c.p.p.; Art. 133 c.p.: The appellate court's judgment on generic mitigating circumstances is unchallengeable in cassation, requiring only a non-contradictory motivation referencing the decisive elements under Article 133 of the Penal Code.

Parole chiave

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generic mitigating circumstances theft conviction appellate review factual assessment court costs Cassa delle ammende penal responsibility circostanza attenuante

Disposizioni normative citate

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Art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Art. 133 cod. pen.
art. 133 cod. pen

Giurisprudenza citata

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Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017, Pettinelli
pen., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell'esclusione (Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017, Pettinelli, Rv.
Sez. 3, n. 28535 del 19/03/2014, Lule
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CRISTEA MARIUS nato il 02/10/2001 avverso la sentenza del 26/04/2024 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MICHELE ROMANO; •••

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

- che con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Roma ha confermato la sentenza del Tribunale di Roma del 9 ottobre 2023 che aveva affermato la penale responsabilità di Marius Cristea per il reato di furto e l'aveva condannato alla pena ritenuta di giustizia; - che il ricorso dell'imputato, diretto ad invocare l'applicazione delle circostanze attenuanti generiche è manifestamente infondato, atteso che, in tema di attenuanti generiche, il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione è insindacabile in sede di legittimità, purché sia non contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell'art. 133 cod. pen., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell'esclusione (Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017, Pettinelli, Rv. 271269) e, in particolare, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo tutti gli altri disattesi o superati da tale valutazione (Sez. 3, n. 28535 del 19/03/2014, Lule, Rv. 259899) e nel caso di specie la Corte di appello, richiamando la motivazione della sentenza di primo grado, ha evidenziato il valore non minimale del danno patrimoniale; - che all'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616, comma 1, cod. proc. pen., al pagamento in favore della Cassa delle ammende di una somma che si reputa equo fissare in euro 3.000,00;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così decis