Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 37995/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 37995/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 37995/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

Con sentenza del 24 gennaio 2024 il G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha applicato, ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen., a Molah Habib Husein - per quanto di interesse in questa sede - la pena di anni quattro, mesi sei di reclusione ed euro 17.500,00 di multa in ordine a reati in materia di sostanze stupefacenti. Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alle ragioni di esclusione delle cause di non punibilità previste dall'art. 129 cod. proc. pen.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

art. 444 cod. proc. pen, art. 129 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 37995/2024 — snpen · Corte di Cassazione: del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha applicato, ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen., a Molah Habib Husein - per quanto di interesse in questa sede - la pena di anni quattro, mesi sei di reclusione ed euro 17.500,00 di multa in ordine a reati in materia di sostanze stupefacenti. Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alle ragioni di esclusione delle cause di non punibilità previste dall'art. 129 cod. proc. pen.

Parole chiave

Generato dall'IA
remissione della pena revoca della sospensione condizionale commisurazione della pena per stupefacenti messa in libertà provvisoria abbandono del procedimento penale riduzione della pena

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
art. 444 cod. proc. pen
del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha applicato, ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen., a Molah Habib Husein - per quanto di interesse in questa sede - la pena di anni quattro, mesi sei di reclusione ed euro 17.500,00 di multa in ordine a reati in materia di sostanze stupefacenti.
art. 129 cod. proc. pen
Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alle ragioni di esclusione delle cause di non punibilità previste dall'art. 129 cod. proc. pen.
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: MOLAH HABIB HUSEIN (CUI 03I3DMR) nato il 01/01/1984 avverso la sentenza del 24/01/2024 del GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di SANTA MARIA CAPUA VETEREdato av so alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO D'ANDREA;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con sentenza del 24 gennaio 2024 il G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha applicato, ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen., a Molah Habib Husein - per quanto di interesse in questa sede - la pena di anni quattro, mesi sei di reclusione ed euro 17.500,00 di multa in ordine a reati in materia di sostanze stupefacenti. Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alle ragioni di esclusione delle cause di non punibilità previste dall'art. 129 cod. proc. pen.

2. Il ricorso deve essere dichiarato inarnmissibile, in quanto proposto con motivo non consentito. La dedotta censura, infatti, non rientra tra quelle indicate dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. (come introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, in vigore dal 3 agosto 2017), in quanto non riguardante motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza. La declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione deve, pertanto, essere pronunciata «senza formalità», ai sensi di quanto disposto dall'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

3. All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che appare conforme a giustizia stabilire nella somma di euro 4.000,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 10 luglio 2024