Cassation court dismisses appeal regarding insult charges in prison, upholding lower court's finding of public place and multiple victims.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared the appeal inadmissible, upholding the lower court's conviction for the crime of insulting public officials. The appellant argued that the necessary elements of 'multiple people' and a 'public place' were missing, but the appellate court had already established that prison cells constitute public places and that the presence of numerous female detainees satisfied the requirement of multiple victims. The court rejected these arguments as merely reproducing legal assessments already correctly made by the trial judge, citing established precedents regarding the perception of insults in detention facilities.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 341-bis c.p.; Art. 341 c.p.: The crime of insulting public officials is consummated when insults are uttered in the presence of multiple people in a place open to the public, where the mere possibility of perception by the audience suffices, and penitentiary cells are legally considered such places.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BOSCHIN GIULIA nato a TRIESTE il 16/06/1997 avverso la sentenza del 17/07/2023 della CORTE APPELLO di TRIESTEdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARIA SABINA VIGNA; Visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato l'unico motivo di ricorso relativo alla configurabilità del reato di cui all'art. 341-bis cod. pen., stante l'asserita mancanza di "più persone" e di un "luogo aperto al pubblico". Trattasi di motivo meramente riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito, che, a pag. 2 della sentenza impugnata, ha evidenziato che le espressioni ingiuriose furono pronunciate nei confronti dei pubblici ufficiali, alla presenza di tantissime persone, e cioè le detenute del Reparto femminile della Casa Circondariale di Trieste, non essendo necessaria né l'identificazione dei presenti né la effettiva percezione delle offese, essendo sufficiente la mera possibilità di percezione da parte dei presenti (Sez. 6, n. 29406 del 06/06/2018, Ramondo, Rv. 273466).
La Corte di appello ha, inoltre, puntualmente sottolineato che le celle e gli ambienti penitenziari sono da considerarsi luogo aperto al pubblico (Sez. 6, n. 26028 del 15/05/2018, D., Rv. 273417 - 01). Osservato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 22 aprile 2024 Il Consigliere estensore Il Presi e