Ordinanza — n. 32208/2024 — snpen · Corte di Cassazione
Sintesi Legislator
Generato dall'IACon sentenza del 2 febbraio 2023 la Corte di appello di Genova ha confermato la pronuncia del locale Tribunale del 3 febbraio 2022 con cui Thomas Soto Daniel Alejandro era stato condannato alla pena di anni due, mesi otto di reclusione ed euro 600,00 di multa in ordine al reato di cui agli artt. 110, 624- bis, 625 n. 2 e 61 n. 7 cod. pen. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, erronea applicazione di legge e mancanza di motivazione in relazione agli artt. 132 e 133 cod. pen., lamentando l'eccessiva entità della pena inflittagli.
Regesto Legislator
Generato dall'IAart. 133 cod. pen; Ordinanza — n. 32208/2024 — snpen · Corte di Cassazione: 110, 624- bis, 625 n. 2 e 61 n. 7 cod. pen. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, erronea applicazione di legge e mancanza di motivazione in relazione agli artt. 132 e 133 cod. pen., lamentando l'eccessiva entità della pena inflittagli.
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seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: THOMAS SOTO DANIEL ALEJANDRO (CUI 05XTWN1) nato il 27/09/1992 avverso la sentenza del 02/02/2023 della CORTE APPELLO di GENOVAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO D'ANDREA;
RITENUTO IN FATTO
E
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Con sentenza del 2 febbraio 2023 la Corte di appello di Genova ha confermato la pronuncia del locale Tribunale del 3 febbraio 2022 con cui Thomas Soto Daniel Alejandro era stato condannato alla pena di anni due, mesi otto di reclusione ed euro 600,00 di multa in ordine al reato di cui agli artt. 110, 624- bis, 625 n. 2 e 61 n. 7 cod. pen. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, erronea applicazione di legge e mancanza di motivazione in relazione agli artt. 132 e 133 cod. pen., lamentando l'eccessiva entità della pena inflittagli.
2. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, in quanto proposto con motivo non deducibile in questa sede di legittimità. Il Collegio rileva, infatti, come la decisione impugnata risulti sorretta da conferente apparato argomentativo, di pieno rispetto della previsione normativa quanto all'effettuata determinazione del trattamento sanzionatorio. Una specifica e dettagliata motivazione in merito ai criteri seguiti dal giudice nella determinazione della pena, infatti, si richiede solo nel caso in cui la sanzione sia quantificata in misura prossima al massimo edittale o comunque superiore alla media, risultando insindacabile, in quanto riservata al giudice di merito, la scelta implicitamente basata sui criteri di cui all'art. 133 cod. pen. di irrogare - come disposto nel caso di specie - una pena in misura media o prossima al minimo edittale (così, tra le altre:
Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243-01; Sez. 4, n. 27959 del 18/06/2013, Pasquali, Rv. 258356- 01; Sez. 2, n. 28852 del 08/05/2013, Taurasi, Rv. 256464-01; Sez. 4, n. 21294 del 20/03/2013, Serratore, Rv. 256197-01).
3. All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000). P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 15 maggio 2024 Il Consigliere estensore