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Ordinanza — n. 30836/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 30836/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 30836/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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Con sentenza del 30 marzo 2023 il G.U.P. del Tribunale di Agrigento ha condannato Fallea Alfonso alla pena di euro 700,00 di ammenda in quanto riconosciuto colpevole del reato di cui all'art. 30, comma 1, lett. b) I. 11 febbraio 1992, n. 157. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, inosservanza ed erronea applicazione di legge in relazione al mancato riconoscimento in suo favore della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod. pen., di cui ricorrerebbero i presupposti applicativi.

Regesto Legislator

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art. 131-bis cod. pen; Ordinanza — n. 30836/2024 — snpen · Corte di Cassazione: del Tribunale di Agrigento ha condannato Fallea Alfonso alla pena di euro 700,00 di ammenda in quanto riconosciuto colpevole del reato di cui all'art. 30, comma 1, lett. b) I. 11 febbraio 1992, n. 157. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, inosservanza ed erronea applicazione di legge in relazione al mancato riconoscimento in suo favore della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod. pen., di cui ricorrerebbero i presupposti applicativi.

Parole chiave

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pagamento dell'ammenda delitto contravvenzione bagatellare infrazione alle norme della circolazione recidiva nell'infrazione sanzione penale

Disposizioni normative citate

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art. 131-bis cod. pen
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, inosservanza ed erronea applicazione di legge in relazione al mancato riconoscimento in suo favore della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod.

Giurisprudenza citata

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Corte Cost., sent. n. 186/2000
All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000).
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: FALLEA ALFONSO nato a AGRIGENTO il 14/04/1994 avverso la sentenza del 30/03/2023 del GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di AGRIGENTOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO D'ANDREA;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con sentenza del 30 marzo 2023 il G.U.P. del Tribunale di Agrigento ha condannato Fallea Alfonso alla pena di euro 700,00 di ammenda in quanto riconosciuto colpevole del reato di cui all'art. 30, comma 1, lett.

b) I. 11 febbraio 1992, n. 157. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, a mezzo del suo difensore, deducendo, con un unico motivo, inosservanza ed erronea applicazione di legge in relazione al mancato riconoscimento in suo favore della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod. pen., di cui ricorrerebbero i presupposti applicativi.

2. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, in quanto proposto con motivo non deducibile in questa sede di legittimità. Con riferimento all'invocata esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, infatti, deve essere osservato come la norma che si assume violata preveda, quali condizioni applicative (congiuntamente e non alternativamente, come si desume dal tenore letterale della disposizione), la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento. Si richiede, pertanto, al giudice di rilevare se, sulla base dei due «indici requisiti» delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno e del pericolo, valutati secondo i criteri direttivi di cui all'art. 133, primo comma, cod. pen., sussista l'indice- criterio della particolare tenuità dell'offesa e, con questo, coesista quello della non abitualità del comportamento.

Solo in questo caso si potrà considerare il fatto di particolare tenuità ed escluderne, conseguentemente, la punibilità (cfr., in questi termini, Sez. 3, n. 47039 del 08/10/2015, Derossi, Rv.265449-01). Senza ampliare il tema oltre quanto strettamente attinente al caso concreto, risulta, dunque, alla luce di quanto sopra, che tutti gli indici indicati nella sentenza impugnata siano elementi correttamente evidenziati dal giudice di merito per negare la possibilità di sussumere il fatto oggetto di esame nell'ipotesi disciplinata dall'art.131-bis cod. pen.

3. All'inammissibilità del ricorso segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero (Corte Cost., sent. n. 186/2000). - P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 3 aprile 2024 Il Consigliere estensore