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Ordinanza — n. 27065/2024 — snpen Generato dall'IA

Italian Supreme Court dismisses appeal as inadmissible due to lack of specific argumentation against lower court reasoning.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 27065/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Italian Supreme Court declared the appeal filed by Rosario Condorelli inadmissible and ordered him to pay court costs. The appellant challenged a conviction for aggravated burglary but failed to provide specific arguments distinguishing his case from the lower court's reasoning. The court ruled that the appeal merely reiterated points already rejected at the appellate level without engaging with the factual findings regarding the completion of the crime.

Regesto Legislator

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Art. 364 c.p.p.; Art. 365 c.p.p.: An appeal to the Supreme Court is inadmissible if it consists solely of a repetition of arguments already rejected at the appellate level without providing specific, reasoned criticism of the lower court's motivation.

Parole chiave

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inadmissible appeal lack of specific argumentation reiteration of rejected grounds burden of specific criticism appellate court reasoning scippo tentato furto furto di lieve entità

Disposizioni normative citate

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Art. 364 c.p.p.
Art. 365 c.p.p.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. 2, n. 42046 del 17/07/2019, Boutartour
Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo e altri
Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo e altri, Rv.
Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone e altri
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CONDORELLI ROSARIO nato a CATANIA il 25/01/1984 avverso la sentenza del 16/06/2023 della CORTE APPELLO di CATANIAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere PAOLA BORRELLI; RG 10904/24 Rilevato che l'imputato Condorelli Rosario ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Catania che ha confermato la sentenza del Tribunale di Catania di condanna per il reato di furto in abitazione aggravato; Rilevato che l'unico motivo del ricorso - con cui il ricorrente lamenta inosservanza o erronea applicazione della legge penale quanto alla riconducibilità della condotta al reato di furto in abitazione consumato - non è deducibile in sede di legittimità, in quanto fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla Corte di merito, dovendosi gli stesso considerare non specifici, ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso (Sez. 2, n.42046 del 17/07/2019, Boutartour, Rv. 277710;

Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo e altri, Rv. 260608; Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone e altri, 243838); considerato, infatti, che il ricorrente omette di confrontarsi con la motivazione della Corte distrettuale, che ha valorizzato, a sostegno della reiezione della richiesta di riqualificazione in tentativo, la circostanza che, all'atto dell'arrivo delle forze dell'ordine, le pedane erano già state caricate sul veicolo e, quindi, l'impossessamento si era già verificato; Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, 25 giugno 2