Italian Court dismisses appeals against conviction for theft, rejecting generic arguments on subjective intent and sentencing.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassazione declared the appeals by Angelo and Paolo Pelullo inadmissible and ordered them to pay costs. The appellants argued against the finding of subjective intent and the lack of reclassification to attempted theft, but the court found these arguments merely repetitive of lower court decisions. The court upheld the conviction because the lower court adequately proved the defendants' awareness of the illicit nature of their actions and properly addressed general mitigating circumstances.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 600 c.p.; Art. 601 c.p.: The Court of Cassazione dismisses appeals that merely reiterate arguments already rejected at the appellate level regarding the existence of subjective intent or the classification of the criminal act, affirming that the appellate court's reasoning on the lack of plausible justification for possession suffices to establish criminal intent.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: PELULLO ANGELO ANTONIO nato a FOGGIA il 17/03/1952 PELULLO PAOLO nato a FOGGIA il 26/07/1979 avverso la sentenza del 08/09/2023 della CORTE APPELLO di BARIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO LEOPIZZI;
RITENUTO IN FATTO
E IN DIRITTO Letti i ricorsi di Angelo Antonio Pelullo e Paolo Pelullo, ritenuto che il primo motivo di ricorso, che contesta la sussistenza dell'elemento soggettivo, è fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito, avendo il giudice di merito - cfr. pp. 4-5 - motivato circa la prova della totale consapevolezza in capo agli imputati dell'illiceità della loro condotta, in base a consolidata giurisprudenza di legittimità secondo cui la prova del dolo di legge può trarsi dalla mancanza di plausibile giustificazione in merito al possesso (Cass.
Sez. 2, sentenza n. 43532 del 19/11/2021, Berati, Rv. 282308); ritenuto che il secondo motivo di ricorso che contesta la mancata riqualificazione della fattispecie contestata in ricettazione o incauto acquisto è generico siccome reiterativo, a fronte di congrua motivazione in tema di impossibilità di qualificazione a fronte di condotte dirette ad ostacolare l'identificazione del veicolo, nella già illustrata consapevolezza della sua provenienza delittuosa (p. 5); ritenuto che il terzo motivo di ricorso che contesta la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche non è consentito in sede di legittimità ed è manifestamente infondato in presenza di una motivazione esente da evidenti illogicità (cfr. pp. 5-7), anche considerato il principio affermato da questa Corte, secondo cui non è necessario che il giudice di merito, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione; rilevato che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna dei ricorrenté al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro tremila in favore delle Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 7 magg