Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 23809/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 23809/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 23809/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DOTI PANCRAZIO (CUI 01V3QFT) nato a MATERA il 30/03/1972 avverso la sentenza del 15/03/2023 della CORTE APPELLO di TORINOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO; t Motivi della decisione Visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il ricorso proposto a mezzo del difensore da Doti Pancrazio, ritenuto responsabile nelle sentenze di merito conformi del reato di tentato furto aggravato. Rilevato che, a motivi di ricorso, la difesa si duole del riconoscimento della contestata recidiva qualificate e del trattamento sanzionatorio conseguente.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Ordinanza — n. 23809/2024 — snpen · Corte di Cassazione: Rilevato che, a motivi di ricorso, la difesa si duole del riconoscimento della contestata recidiva qualificate e del trattamento sanzionatorio conseguente.

Parole chiave

Generato dall'IA
recidiva nell'infrazione pentito furto di lieve entità precedenti penali gravi criminalità persistente attività criminosa
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DOTI PANCRAZIO (CUI 01V3QFT) nato a MATERA il 30/03/1972 avverso la sentenza del 15/03/2023 della CORTE APPELLO di TORINOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO; t Motivi della decisione Visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il ricorso proposto a mezzo del difensore da Doti Pancrazio, ritenuto responsabile nelle sentenze di merito conformi del reato di tentato furto aggravato. Rilevato che, a motivi di ricorso, la difesa si duole del riconoscimento della contestata recidiva qualificate e del trattamento sanzionatorio conseguente.

Considerato che la sentenza impugnata è immune dalle censure sollevate nel ricorso, avendo la Corte di merito evidenziato l'idoneità della condotta criminosa per cui si procede a rivelare l'accresciuta pericolosità sociale dell'imputato in ragione dei molteplici precedenti penali specifici annoverati dall'imputato. Rilevato che la motivazione espressa in sentenza soddisfa i principi enunciati in questa sede (Sez. U, n. 5859 del 27/10/2011 - dep. 2012, Marciano', Rv. 251690; Sez. 3, n. 33299 del 16/11/2016, dep. 2017, Rv. 270419 - 01; Sez. 2, n. 10988 del 07/12/2022, dep. 2023, Rv. 284425 - 01).

Considerato, quanto al trattamento sanzionatorio, che il calcolo della pena in ragione del giudizio di bilanciamento, è stato correttamente operato; ritenuto, quanto alla dedotta eccessività della pena, che nel giudizio di cassazione, è inammissibile la censura che miri ad una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione, come nel caso in esame, non sia frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013 - 04/02/2014, Ferrario, Rv. 259142). Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in data 15 maggio 2024