Criminal appeal dismissed because lower court's sentencing reasoning met implicit motivation requirements under Article 133 of the Penal Code.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassazione declared the appeal by Chacaliaza Quevedo Merelyn Vilma inadmissible regarding the sentencing decision of the Milan Court of Appeal. The appellant argued against the responsibility determination, but the court found the lower court's reasoning satisfied the obligation of motivation, including implicit justification for sentencing. Consequently, the appeal was rejected as the sentencing criteria aligned with Article 133 of the Penal Code without logical flaws.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 133 cod. pen.; Art. 616 c.p.p.: Sentencing decisions are reviewable in cassation only if based on mere arbitrium or illogical reasoning, allowing implicit motivation and concise formulas for generic mitigating circumstances.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
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Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CHACALIAZA QUEVEDO MERELYN VILMA nato il 22/04/1992 avverso la sentenza del 13/02/2023 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO RANALDI; N.
13)
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso proposto da Chacaliaza >vedo Merelyn Vilma avverso la sentenza in epigrafe indicata, recante l'affermazione di responsabilità in ordine al reato di cui all'imputazione, è inammissibile. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la decisione impugnata risulta sorretta da conferente apparato argomentativo, che soddisfa appieno l'obbligo motivazionale, per quanto concerne la determinazione del trattamento sanzionatorio. È appena il caso di considerare che in tema di valutazione dei vari elementi per la concessione delle attenuanti generiche, ovvero in ordine al giudizio di comparazione e per quanto riguarda la dosimetria della pena ed i limiti del sindacato di legittimità su detti punti, la giurisprudenza di questa Suprema Corte non solo ammette la c.d. motivazione implicita (Sez. 6, sent. del 22 settembre 2003 n. 36382, Rv. 227142) o con formule sintetiche (tipo "si ritiene congrua" vedi Sez. 4, sent. del 4 agosto 1998 n. 9120 Rv. 211583), ma afferma anche che le statuizioni relative al giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti, effettuato in riferimento ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen., sono censurabili in cassazione solo quando siano frutto di mero arbitrio o ragionamento illogico (Cass. sez. 3, sent. 16 giugno 2004 n. 26908, Rv. 229298).
Si tratta di evenienza che non sussiste nel caso di specie, in cui la pena è stata determinata secondo i criteri fissati dall'art. 133 cod. pen. Segue, a norma dell'art. 616 c.p.p., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al pagamento a favore della Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma di C 3.000,00 a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 15 maggio 2024 Il Cons. i re estensoré DEPOSITATA Ti 'd