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Ordinanza — n. 22786/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 22786/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 22786/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SARPA VINCENZO JUNIOR nato a NAPOLI il 19/02/1991 avverso la sentenza del 19/02/2024 della CORTE APPELLO di NAPOLI[dato avviso alle parti;l, udita la relazione svolta dal Consigliere GIOVANBATTISTA TONA; RITENUTO IN FATI-0 E L'impugnazione in esame, avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli in data 19/02/2024, è stata proposta personalmente da Vincenzo Junior Sarpa con dichiarazione da lui stesso sottoscritta. Osserva il Collegio che sia il provvedimento impugnato sia il ricorso sono successivi al 4 agosto 2017, data dell'entrata in vigore della legge 23 giugno 2017, n. 103, con cui si è esclusa la facoltà dell'imputato - e quindi anche del condannato - di proporre personalmente ricorso per cassazione, prevedendosi che tale atto deve essere in ogni caso sottoscritto, a pena d'inammissibilità, da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione, ai sensi degli artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, cod. proc. pen. (Sez.

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 22786/2024 — snpen · Corte di Cassazione: U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 271333 - 01), senza che, in contrario, rilevi sia l'autenticazione, ad opera di un legale, della sottoscrizione del ricorso, sia la sottoscrizione del difensore "per accettazione" del mandato difensivo e della delega al deposito dell'atto, la quale non attribuisce al difensore la titolarità dell'atto stesso (Sez. 3, n. 11126 del 25/01/2021, Marrazzo, Rv. 281475 - 01). Il ricorso, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile, de plano, a norma dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., introdotto dalla medesima legge n. 103 del 2017, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Parole chiave

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minore età non comprovata impugnabilità di decisioni incidentali gioventù commisurazione della pena minorile violenza carnale su minori mantenimento del figlio maggiorenne
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SARPA VINCENZO JUNIOR nato a NAPOLI il 19/02/1991 avverso la sentenza del 19/02/2024 della CORTE APPELLO di NAPOLI[dato avviso alle parti;l, udita la relazione svolta dal Consigliere GIOVANBATTISTA TONA; RITENUTO IN FATI-0 E

CONSIDERATO IN DIRITTO

L'impugnazione in esame, avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli in data 19/02/2024, è stata proposta personalmente da Vincenzo Junior Sarpa con dichiarazione da lui stesso sottoscritta. Osserva il Collegio che sia il provvedimento impugnato sia il ricorso sono successivi al 4 agosto 2017, data dell'entrata in vigore della legge 23 giugno 2017, n. 103, con cui si è esclusa la facoltà dell'imputato - e quindi anche del condannato - di proporre personalmente ricorso per cassazione, prevedendosi che tale atto deve essere in ogni caso sottoscritto, a pena d'inammissibilità, da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione, ai sensi degli artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, cod. proc. pen. (Sez.

U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 271333 - 01), senza che, in contrario, rilevi sia l'autenticazione, ad opera di un legale, della sottoscrizione del ricorso, sia la sottoscrizione del difensore "per accettazione" del mandato difensivo e della delega al deposito dell'atto, la quale non attribuisce al difensore la titolarità dell'atto stesso (Sez. 3, n. 11126 del 25/01/2021, Marrazzo, Rv. 281475 - 01). Il ricorso, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile, de plano, a norma dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., introdotto dalla medesima legge n. 103 del 2017, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così deciso il 23 maggio 2024 Il sigliere estensore d) 9 P