Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 22757/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 22757/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 22757/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: ALAMPI MASSIMO nato a CERNUSCO SUL NAVIGLIO 1118/06/1979 avverso la sentenza del 14/11/2023 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ERSILIA CALVANESE; n. 181 - R.G. n. 1817/24 OSSERVA Ritenuto che i motivi dedotti nel ricorso non sono consentiti dalla legge in sede di legittimità, perché costituiti da doglianze su profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito (si veda, in particolare, pag. 8, sul giudizio di bilanciamento tra circostanze), posto che, secondo la pacifica giurisprudenza di questa Corte Suprema (Sez.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

art. 69 cod. pen; Ordinanza — n. 22757/2024 — snpen · Corte di Cassazione: U, n. 3286 del 27/11/2008, dep. 2009, Chiodi) il giudizio di comparazione fra circostanze attenuanti ed aggravanti, ex art. 69 cod. pen., è rimesso al potere discrezionale del giudice di merito, il cui esercizio deve essere bensì motivato ma nei soli limiti atti a far emergere - come nella specie - in misura sufficiente il pensiero dello stesso giudice circa l'adeguamento della pena concreta alla gravità effettiva del reato ed alla personalità dei reo; Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Parole chiave

Generato dall'IA
alleggerimento della pena riesame dell'entità pena remissione della pena adeguamento della pena attenuazione libera della pena proporzionalità della pena

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
art. 69 cod. pen
2009, Chiodi) il giudizio di comparazione fra circostanze attenuanti ed aggravanti, ex art. 69 cod.
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: ALAMPI MASSIMO nato a CERNUSCO SUL NAVIGLIO 1118/06/1979 avverso la sentenza del 14/11/2023 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ERSILIA CALVANESE; n. 181 - R.G. n. 1817/24 OSSERVA Ritenuto che i motivi dedotti nel ricorso non sono consentiti dalla legge in sede di legittimità, perché costituiti da doglianze su profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito (si veda, in particolare, pag. 8, sul giudizio di bilanciamento tra circostanze), posto che, secondo la pacifica giurisprudenza di questa Corte Suprema (Sez.

U, n. 3286 del 27/11/2008, dep. 2009, Chiodi) il giudizio di comparazione fra circostanze attenuanti ed aggravanti, ex art. 69 cod. pen., è rimesso al potere discrezionale del giudice di merito, il cui esercizio deve essere bensì motivato ma nei soli limiti atti a far emergere - come nella specie - in misura sufficiente il pensiero dello stesso giudice circa l'adeguamento della pena concreta alla gravità effettiva del reato ed alla personalità dei reo; Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 17