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Ordinanza — n. 22475/2024 — snpen Generato dall'IA

Italian Court dismisses appeal for inadmissibility regarding omitted leniency and triviality arguments.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 22475/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassazione declared Dafne De Angelis's appeal inadmissible, ordering her to pay costs. The appellant challenged the lower court's failure to apply specific statutory exclusions and general mitigating circumstances, arguing a lack of detailed reasoning. The court rejected these claims as procedurally barred in cassation and factually unfounded, noting the appellate judgment already addressed the complex evaluation of the crime's triviality and relevant mitigating factors.

Regesto Legislator

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Art. 131-bis cod. pen.; Art. 133 cod. pen.; The appeal in cassation is inadmissible if it merely reiterates arguments already rejected in the second instance without critical engagement, and the court's evaluation of triviality and general mitigation requires only reference to decisive elements rather than exhaustive consideration of all facts.

Parole chiave

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inadmissibility of cassation appeal omitted statutory exclusion triviality of the offense general mitigating circumstances reiteration of rejected arguments ammende per infrazione procedurale adempimento dei presupposti processuali indigenza processuale non provata

Disposizioni normative citate

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Art. 131-bis cod. pen.
Letto il ricorso di De Angelis Dafne, ritenuto che il primo motivo di ricorso che contesta l'omessa motivazione in ordine alla mancata applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis cod.
Art. 133 cod. pen.
art. 131-bis cod. pen
Letto il ricorso di De Angelis Dafne, ritenuto che il primo motivo di ricorso che contesta l'omessa motivazione in ordine alla mancata applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis cod. pen.

Giurisprudenza citata

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Sez. U., n. 13681 del 25/02/2016, Tushaj
Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo
Sez.2, n. 27816 del 22/03/2019, Rovinelli
Sez. 2, n. 3609 del 18/01/2011, Sermone
Sez. 6, n. 34364 del 16/06/2010, Giovane
Sez. 2, n. 23903 del 15/07/2020
Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DE ANGELIS DAFNE nato a NAPOLI il 12/09/1987 avverso la sentenza del 16/10/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARZIA MINUTILLO TURTUR;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di De Angelis Dafne, ritenuto che il primo motivo di ricorso che contesta l'omessa motivazione in ordine alla mancata applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis cod. pen. non è consentito in sede di legittimità ed è manifestamente infondato in presenza di una motivazione esente da evidenti illogicità (si veda pag. 3 della sentenza impugnata), anche considerato il principio affermato da questa Corte - di cui la Corte d'appello ha fatto correttamente applicazione - secondo cui il giudizio sulla tenuità del fatto richiede una valutazione complessa, che ha ad oggetto le modalità della condotta e l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'art. 133, primo comma, cod. pen., richiedendosi una equilibrata considerazione di tutte le peculiarità della fattispecie concreta e non solo di quelle che attengono all'entità dell'aggressione del bene giuridico protetto (Sez.

U., n. 13681 del 25/02/2016, Tushaj, Rv. 266590); che occorre ribadire il principio di diritto affermato da questa Corte secondo il quale è inammissibile il ricorso per cassazione fondato sugli stessi motivi proposti con l'appello e motivatamente respinti in secondo grado, sia per l'insindacabilità delle valutazioni di merito adeguatamente e logicamente motivate, sia per la genericità delle doglianze che, così prospettate, solo apparentemente denunciano un errore logico o giuridico determinato (Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, Cariolo, Rv. 260608-01).

La giurisprudenza di legittimità ha, infatti, chiarito che è inammissibile il ricorso di cassazione che riproduce e reitera gli stessi motivi prospettati con l'appello, e motivatamente respinti in secondo grado, perché non si confronta criticamente con gli argomenti utilizzati nel provvedimento impugnato, ma si limita, in maniera generica, a lamentare una presunta carenza o illogicità della motivazione (Sez.2, n. 27816 del 22/03/2019, Rovinelli, Rv. 276970-01). considerato che il motivo di ricorso che contesta la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche non è consentito in sede di legittimità ed è manifestamente infondato in presenza (si veda pag. 3 della sentenza impugnata) di una motivazione esente da evidenti illogicità, anche considerato il principio affermato da questa Corte, secondo cui non è necessario che il giudice di merito, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione (Sez. 2, n. 3609 del 18/1/2011, Sermone, Rv. 249163;

Sez. 6, n. 34364 del 16/6/2010, Giovane, Rv. 248244; Sez. 2, n. 23903 del 15/7/2020, Rv. 279549; Sez. 5, n. 43952 del 13/4/2017, Rv. 271269); rilevato che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 16 aprile 2024 Il Consigl